Sez. 1, Sentenza n. 733 del 16/05/1967 Ud. (dep. 06/11/1967) Rv. 105836 - 01
REATI CONTRO IL PATRIMONIO - DELITTI - RAPINA - MOMENTO CONSUMATIVO DEL REATO - ESTREMI - TENTATIVO - NOZIONE E DIFFERENZE.*
REATI CONTRO IL PATRIMONIO - DELITTI - RAPINA - MOMENTO CONSUMATIVO DEL REATO - ESTREMI - TENTATIVO - NOZIONE E DIFFERENZE.*
L'elemento differenziale tra la rapina consumata e il tentativo di rapina e costituito dal fatto dell'impossessamento della cosa altrui da parte dell'agente con il correlativo spossessamento della persona offesa, impossessamento e spossessamento che caratterizzano appunto il reato consumato. Conseguentemente la rapina e consumata allorche, pur rimanendo la cosa sottratta entro la sfera di dominio o di vigilanza della parte offesa(nella casa, nello stabilimento, nel magazzino), questa ne abbia perduto la detenzione o la disponibilita, coincidendo il momento consumativo della rapina con quello in cui la persona offesa viene spossessata e privata della cosa costituente oggetto del reato; il legislatore, infatti, non ha preso in considerazione ne il criterio spaziale, relativo al luogo nel quale si estenda la sfera di dominio del derubato, ne il criterio temporale, relativo alla durata del possesso della cosa da parte del rapinatore, bensi ha dato rilievo solo al criterio della sottrazione. Viceversa la rapina e soltanto tentata allorquando il soggetto passivo non abbia perduto in modo pieno la custodia o la vigilanza o la fisica disponibilita della cosa stessa.*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 56 CORTE COST., Cod. Pen. art. 628 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)