Sez. 2, Sentenza n. 4279 del 15/05/1997 (Rv. 504348 - 01)
STRADE - COMUNALI | Piazze, spazi e vicoli adiacenti o aperti sul suolo pubblico - Presunzione "iuris tantum" di demanialità - Prova contraria - Limiti - Agglomerati urbani dei territori caratterizzati dal sistema tavolare - Applicabilità di una tale medesima disciplina.
STRADE - COMUNALI
La presunzione contenuta nell'art. 22, comma terzo della legge 20 marzo 1865, n. 2248 all. F sulle opere pubbliche, secondo la quale fanno parte delle strade comunali le piazze, gli spazi ed i vicoli ad esse adiacenti aperti sul suolo pubblico, ossia le aree che, per l'immediata accessibilità a dette strade, debbano considerarsi parte integrante - come pertinenze - del complesso viario del comune, disposizione non abrogata, neppure tacitamente, dalla norma [art. 7, lett. b) della legge 12 febbraio 1958, n. 126] che, in tema di classificazione e sistemazione delle strade di uso pubblico, include tra le strade comunali quelle ubicate "all'interno degli abitati", pone una presunzione "iuris tantum" di demanialità, che ammette la prova contraria, la quale, tuttavia, è circoscritta all'esistenza di consuetudini (che escludano la demanialità per il tipo di aree di cui faccia parte quella considerata), o di convenzioni che attribuiscano la proprietà a soggetto diverso dal Comune, ovvero alla preesistente natura privata della proprietà dell'area in contestazione. E tale normativa trova piena applicazione anche se detta area sia ubicata in un agglomerato urbano dei territori in cui vige, ai sensi del R.D. 28 marzo 1929, n. 499, il sistema tavolare, basato sul principio della pubblicità costitutiva.
Riferimenti normativi: Legge 20/03/1865 num. 2248 all. F art. 22, Regio Decr. 28/03/1929 num. 499
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)