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Decisione 2013/726/PESC del Consiglio del 9 dicembre 2013 a sostegno dell'UNSCR 2218 (2013) e della decisione EC-M-33/Dec. 1 del consiglio esecutivo dell'OPCW, nell'ambito dell'attuazione della strategia dell'UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa

Testo vigente

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 26, paragrafo 2 e l'articolo 31, paragrafo 1,

vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,

Il 27 settembre 2013 il consiglio esecutivo dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) ha adottato, durante la sessione EC-M-33, una «decisione relativa alla distruzione delle armi chimiche siriane».

Il 27 settembre 2013 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione (2013) 2118 che supporta la decisione del consiglio esecutivo dell'OPCW e si è detto profondamente indignato per l'uso delle armi chimiche nel Rif di Damasco il 21 agosto 2013, come riferito nella relazione della missione delle Nazioni Unite, in cui si condanna l'uccisione di civili che ne è seguita, si afferma che l'uso delle armi chimiche costituisce una grave violazione del diritto internazionale, e si sottolinea che gli autori di ogni uso di armi chimiche devono essere ritenuti responsabili; si sottolinea inoltre che l'unica soluzione all'attuale crisi nella Repubblica araba siriana passa attraverso un processo politico inclusivo sotto la guida siriana basato sul comunicato di Ginevra del 30 giugno 2012 ed ha evidenziato la necessità di convocare quanto prima una conferenza internazionale sulla Siria.

Mediante dichiarazione, il governo della Repubblica araba siriana ha ammesso l'esistenza di un programma su vasta scala relativo alle armi chimiche e di considerevoli quantità di armi chimiche, comprese le componenti chimiche tossiche pericolose di tali armi, che costituiscono una seria preoccupazione in materia di non proliferazione, disarmo e sicurezza.

A seguito dell'adesione della Repubblica araba siriana alla Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, produzione, immagazzinaggio ed uso di armi chimiche e sulla loro distruzione («Convenzione sulle armi chimiche» o «CWC»), in vigore a decorrere dal 14 ottobre 2013, all'OPCW è stato assegnato il compito di verificare il rispetto da parte della Siria della CWC e dei termini di tutte le pertinenti decisioni del consiglio esecutivo dell'OPCW, nonché, nel quadro della missione comune, di verificare il rispetto dei termini di eventuali pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Il 16 ottobre 2013, il direttore generale dell'OPCW ha ricordato agli Stati parte della CWC (nota S/1132/2013) che nella sua decisione relativa alla «distruzione delle armi chimiche siriane» (EC-M-33/DEC.1), il consiglio esecutivo ha stabilito, tra l'altro, di «valutare, prima possibile, i meccanismi di finanziamento delle attività espletate dal segretariato in relazione alla Repubblica araba siriana e invita tutti gli Stati parte in grado di farlo a fornire contributi volontari per attività svolte per l'attuazione della presente decisione». Nella stessa nota, è stato rivolto un appello «a tutti gli Stati parte a considerare di devolvere il proprio contributo volontario, di qualsiasi somma, al fondo fiduciario per la Siria al fine di contribuire ad affrontare quella che forse rappresenta una delle sfide più difficili nella storia dell'Organizzazione». Il fondo fiduciario può anche accettare contributi da altre fonti, incluse organizzazioni non governative, istituzioni o donatori privati.

Nelle sue conclusioni del 21 ottobre 2013, il Consiglio dell'Unione europea ha accolto con favore la decisione del consiglio esecutivo dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche e la risoluzione 2118 del Consiglio di sicurezza della Nazioni Unite e ha ribadito l'impegno dell'Unione a fornire assistenza.

Il 12 dicembre 2003 il Consiglio europeo ha adottato la strategia dell'UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa (la «strategia»), il cui capitolo III contiene un elenco di misure che devono essere attuate sia nell'Unione sia nei paesi terzi per combattere tale proliferazione.

La strategia sottolinea il ruolo cruciale della CWC e della OPCW per liberare il mondo dalle armi chimiche.

L'Unione sta attivamente attuando la strategia nonché le misure elencate nel capitolo III, in particolare liberando risorse finanziarie a sostegno di specifici progetti condotti da istituzioni multilaterali, quali l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. Pertanto, il 23 marzo 2012 il Consiglio ha adottato la decisione 2012/166/PESC1 a sostegno delle attività dell'OPCW.

Il 21 novembre 2013 il direttore generale dell'OPCW ha presentato all'Unione una richiesta di contributo al fondo fiduciario per la Siria.

L'attuazione tecnica della presente decisione dovrebbe essere affidata all'OPCW. I progetti sostenuti dall'Unione possono essere finanziati esclusivamente tramite contributi volontari al fondo fiduciario dell'OPCW. Tali contributi che dovranno essere forniti dall'Unione saranno determinanti per consentire all'OPCW di espletare i compiti indicati nelle decisioni del consiglio esecutivo dell'OPCW del 27 settembre e del 15 novembre 2013, nonché nell'UNSCR 2118 del 27 settembre 2013.

La sorveglianza della corretta attuazione del contributo finanziario dell'Unione dovrebbe essere affidata alla Commissione,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Art. 1

1. L'Unione sostiene le attività dell'OPCW, contribuendo ai costi connessi all'ispezione e alla verifica della distruzione delle armi chimiche siriane, come pure ai costi connessi alle attività complementari dei compiti fondamentali assegnati a sostegno dell'UNSCR 2118 (2013) e della decisione del consiglio esecutivo dell'OPCW, del 27 settembre 2013, sulla distruzione delle armi chimiche siriane, nonché delle successive e correlate risoluzioni e decisioni.

2.

Il progetto sostenuto tramite la presente decisione del Consiglio è volto a fornire prodotti di sensibilizzazione alla situazione relativi alla sicurezza della missione congiunta OPCW-ONU, compreso lo stato della rete stradale, mediante la fornitura all'OPCW di immagini satellitari e altre informazioni utili prodotte dal Centro satellitare dell'Unione (CSUE);

Una descrizione particolareggiata del progetto figura nell'allegato.

Art. 2

1. L'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (l'«AR») è responsabile dell'attuazione della presente decisione.

2. L'esecuzione tecnica delle attività di cui all'articolo 1, paragrafo 2, è affidata all'OPCW. Essa svolge tale compito sotto la responsabilità dell'AR. A tal fine l'AR stabilisce le necessarie modalità con l'OPCW.

Art. 3

1. L'importo di riferimento finanziario per l'attuazione dei progetti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, è pari a 2311842 EUR.

2. Le spese finanziate con l'importo di cui al paragrafo 1 sono gestite secondo le procedure e le norme applicabili al bilancio dell'Unione.

3. La Commissione vigila sulla corretta gestione delle spese di cui al paragrafo 1. A tal fine, conclude un accordo di finanziamento con l'OPCW. L'accordo di finanziamento dispone che l'OPCW assicuri la visibilità del contributo dell'Unione in funzione della sua entità.

4. La Commissione si adopera per concludere l'accordo di finanziamento di cui al paragrafo 3 non appena possibile dopo l'entrata in vigore della presente decisione. Essa informa il Consiglio di tutte le eventuali difficoltà in tale processo e della data di conclusione dell'accordo di finanziamento.

Art. 4

1. L'AR riferisce al Consiglio in merito all'attuazione della presente decisione sulla scorta di relazioni periodiche stilate dall'OPCW. Tali relazioni formano la base della valutazione del Consiglio.

2. La Commissione trasmette al Consiglio informazioni sugli aspetti finanziari dell'attuazione del progetto di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

Art. 5

1. La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.

2. Essa cessa di produrre effetti il 30 settembre 2015.

Fatto a Bruxelles, il 9 dicembre 2013 Per il Consiglio Il presidente A. Pabedinskienė