Decisione (UE) 2025/1904 del Parlamento europeo e del Consiglio del 10 settembre 2025 relativa all’approvazione, da parte dell’Unione, dell’accordo concernente l’interpretazione e l’applicazione del trattato sulla Carta dell’energia
Testo vigente
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 194,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo1,
previa consultazione del Comitato delle regioni,
deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria2,
Nella sentenza del 2 settembre 2021 nella causa C-741/193, Repubblica di Moldova/Komstroy («sentenza Komstroy»), la Corte di giustizia dell’Unione europea («Corte») ha statuito che l’articolo 26, paragrafo 2, lettera c), del trattato sulla Carta dell’energia, approvato a nome delle Comunità europee con decisione 98/181/CE, CECA, Euratom del Consiglio e della Commissione4, deve essere interpretato nel senso che esso non è applicabile alle controversie tra uno Stato membro e un investitore di un altro Stato membro in merito a un investimento effettuato da tale investitore nel primo Stato membro, ossia alle controversie intra-UE.
Nonostante la sentenza Komstroy, i tribunali arbitrali hanno continuato ad accettare la giurisdizione e a pronunciare lodi nei procedimenti arbitrali intra-UE che si basano asseritamente sull’articolo 26, paragrafo 2, lettera c), del trattato sulla Carta dell’energia. Secondo la Corte, qualsiasi lodo è incompatibile con il diritto dell’Unione, in particolare con gli articoli 267 e 344 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Pertanto, tali lodi non possono produrre effetti giuridici e il pagamento di un risarcimento in seguito a tali lodi non può essere oggetto di procedura esecutiva.
L’effettiva attuazione del diritto dell’Unione è compromessa dalla pronuncia di lodi in violazione del diritto dell’Unione nei procedimenti arbitrali intra-UE. Esiste il rischio di un conflitto tra i trattati, da un lato, e il trattato sulla Carta dell’energia come interpretato da alcuni tribunali arbitrali, dall’altro, che, se confermato dagli organi giurisdizionali di un paese terzo, diventerebbe un conflitto giuridico di fatto qualora tali lodi circolassero negli ordinamenti giuridici di paesi terzi.
Secondo la giurisprudenza della Corte, il rischio di un conflitto giuridico è sufficiente a rendere un accordo internazionale incompatibile con il diritto dell’Unione. Il rischio di un tale conflitto tra i trattati e il trattato sulla Carta dell’energia dovrebbe pertanto essere eliminato. L’adozione di uno strumento di diritto internazionale sotto forma di accordo che stabilisca l’intesa comune delle parti di tale accordo sulla non applicabilità dell’articolo 26 del trattato sulla Carta dell’energia come base per i procedimenti arbitrali intra-UE contribuirebbe ad eliminare tale rischio.
La Commissione, a nome dell’Unione, e gli Stati membri hanno concluso i negoziati sui termini di un accordo concernente l’interpretazione e l’applicazione del trattato sulla Carta dell’energia. L’intesa comune contenuta in tale accordo è stata ribadita nella «dichiarazione relativa alle conseguenze giuridiche della sentenza della Corte nella causa Komstroy e all’intesa comune sulla non applicabilità dell’articolo 26 del trattato sulla Carta dell’energia come base per i procedimenti arbitrali intra-UE» del 26 giugno 20245.
È pertanto opportuno approvare l’accordo concernente l’interpretazione e l’applicazione del trattato sulla Carta dell’energia al fine di consentirne la firma da parte dell’Unione ed esprimere il consenso dell’Unione ad esserne vincolata,
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Art. 1
È approvato l’accordo concernente l’interpretazione e l’applicazione del trattato sulla Carta dell’energia accluso alla presente decisione.
Art. 2
La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Fatto a Strasburgo, il 10 settembre 2025 Per il Parlamento europeo La presidente R. Metsola Per il Consiglio Il presidente M. Bjerre