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Corte di giustizia dell'Unione europea

Corte giust. UE, Sentenza del 7 novembre 1973, causa 51/73

Decisione
decisa il 1973-11-07
ECLI
ECLI:EU:C:1973:116

Epigrafe

Nel procedimento 51-73, avente ad oggetto la domanda di pronunzia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma dell'art. 177 del trattato CEE, dal «Centrale Raad van Beroep» di Utrecht, nella causa dinanzi ad esso pendente fra BESTUUR DER SOCIALE VERZEKERINGSBANK di Amsterdam e B. SMIEJA, residente in Essen-Küpferdreh (Rft), domanda vertente sull'interpretazione degli artt. 8 e 10, n. 1, del regolamento del Consiglio 25 settembre 1958 n. 3 (GU n. 30/1958, pag. 561), relativo alla previdenza sociale a favore dei lavoratori migranti, e degli artt. 3 e 10, n. 1, del regolamento CEE del Consiglio 14 giugno 1971 n. 1408 (GU n. L 149/71, pag. 2), relativo all'applicazione dei regimi di previdenza sociale ai lavoratori subordinati e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità, LA CORTE, composta dai signori: R. Lecourt, presidente; A. M. Donner e M. Sørensen (relatore), presidenti di Sezione; R. Monaco, J. Mertens de Wilmars, P. Pescatore, C. Ó Dálaigh, giudici; avvocato generale: A. Trabucchi, cancelliere: A. Van Houtte, ha pronunziato la seguente

SENTENZA › In fatto › I — Gli antefatti e il procedimento

paragrafo 1
I fatti che hanno dato origine alla controversia e lo svolgimento del procedimento si possono cosi riassumere:
paragrafo 2
1. a) L'art. 8 del regolamento n. 3 e l'art. 3, n. 1, del regolamento n. 1408/71, garantiscono ai propri destinatari i benefici delle leggi previdenziali di ciascuno Stato membro alle stesse condizioni dei cittadini di tale Stato membro. Gli artt. 10, n. 1, del regolamento n. 3 e del regolamento n. 1408/71 stabiliscono in sostanza che le pensioni, le prestazioni in denaro e gli assegni acquisiti in base alla legislazione di uno o più Stati membri non possono subire alcuna riduzione, modifica, sospensione, soppressione o confisca per il fatto che l'avente diritto risiede in uno Stato membro diverso da quello nel quale si trova l'istituzione debitrice. b) Nei Paesi Bassi la legislazione previdenziale contro l'invalidità e la vecchiaia a favore dei lavoratori dipendenti veniva sostituita, a partire dal 1o gennaio 1957, da un regime previdenziale generale a favore di tutte le persone anziane che risiedono in quello Stato. Poiché in base a questa nuova legge (in prosieguo A. O. W.), possono riscuotere la pensione anche i non dipendenti e il livello delle pensioni da essa contemplate è più alto rispetto alla legislazione precedente, venivano emanate disposizioni transitorie in virtù delle quali tutti coloro che il 1o gennaio 1957 avevano compiuto i 15 anni, ma non ancora i 65, si presumevano assicurati nel periodo compreso fra la data di compimento del quindicesimo anno ed il 1o gennaio 1957, purché avessero risieduto nei Paesi Bassi nei sei anni seguenti il compimento del 59o anno di età (art. 43 A. O. W.). In base all'art. 44 della stessa legge, però, i vantaggi contemplati dal nuovo regime sarebbero spettati solo alle persone di nazionalità olandese residenti in Olanda. Tuttavia, l'art. 45 prevedeva la possibilità che, mediante regolamento amministrativo, queste condizioni venissero abrogate e sostituite da nuove condizioni poste dalla nuova disciplina. 2. La Smieja, di nazionalità tedesca, residente in Germania al compimento del 65o anno di età, otteneva dalla Sociale Verzekeringsbank di Amsterdam (in prosieguo «Bank»), con decisione 10 dicembre 1970 e con effetto dal 1o febbraio 1970, una pensione di vecchiaia, in considerazione dei periodi maturati nei Paesi Bassi. L'importo della pensione sarebbe stato pari al 45,6 % della pensione normalmente spettante in virtù della A. O. W. Questa percentuale era stata determinata in base alla convenzione 9 marzo 1961, stipulata tra Paesi Bassi e Repubblica federale tedesca allo scopo di coordinare l'applicazione della A. O. W., conformemente all'art. 7 del regolamento n. 3 del Consiglio. La Smieja impugnava tale decisione dinanzi al Raad van Beroep d'Amsterdam (in prosieguo «Raad»). Nel corso del procedimento, la Bank modificava il proprio punto di vista e, con lettera 8 settembre 1971, comunicava al Raad che riteneva di essere incorsa in un errore nel calcolare la pensione spettante all'attrice. A norma degli artt. 8 e 10 del regolamento n. 3 del Consiglio, infatti, la Smieja, benché di nazionalità tedesca e residente in Germania, poteva fruire delle disposizioni transitorie di cui all'art. 43 della A. O. W., dato che era stata assicurata per sei anni dopo aver compiuto i 59 anni di età. La Bank chiedeva quindi che fosse annullato il proprio provvedimento 10 dicembre 1970 e che fosse attribuita alla Smieja una pensione di nubile ridotta del 12 %, cioè del 2 % annuo per il periodo — dal 1957 al 1962 — durante il quale essa non era stata assicurata. Il Raad, con sentenza 4 aprile 1972, disattendeva la domanda e confermava la decisione della Bank 10 dicembre 1970, ritenendola giuridicamente corretta. La Bank, tuttavia, nell'intento di risolvere i problemi d'interpretazione degli artt. 8 e 10 del regolamento n. 3 del Consiglio, si appellava dinanzi al Centrale Raad van Beroep di Utrecht. 3. Con ordinanza 8 marzo 1973, il Centrale Raad van Beroep decideva di sospendere il procedimento e di sottoporre a questa Corte, a norma dell'art. 177 del trattato CEE, le seguenti questioni pregiudiziali: «1. a) Se le frasi “[derivanti] dalla legislazione di sicurezza sociale di ciascuno Stato membro”, di cui all'art. 8 del regolamento n. 3, e rispettivamente, “[derivanti] dalla legislazione di ciascuno Stato membro”, di cui all'art. 3, n. 1, del regolamento n. 1408/71, significhino: ciò che deriva dalla leggi nazionali, quali sono divenute dopo che le norme comunitarie sono entrate a farne parte, ovvero: ciò che deriva dalle leggi nazionali in senso formale, senza tener conto delle modifiche sostanziali apportate dai detti regolamenti, in particolare dall'art. 10, n. 1, di entrambi. b) Se le frasi “in virtù della legislazione di uno o più Stati membri”, di cui all'art. 10, n. 1, del regolamento n. 3, e, rispettivamente, “in base alla legislazione di uno o più Stati membri”, di cui all'art. 10, n. 1, del regolamento n. 1408/71 significhino: in forza delle leggi nazionali quali sono divenute dopo che le norme comunitarie sono entrate a farne parte, ovvero: in forza delle leggi nazionali in senso formale, senza tener conto delle modifiche sostanziali apportate da detti regolamenti, in particolare dall'art. 8 del regolamento n. 3 e, rispettivamente, dall'art. 3, n. 1, del regolamento n. 1408/71. c) In altre parole, se gli artt. 8 e 10, n. 1, del regolamento n. 3 e, rispettivamente, gli artt. 3, n. 1, e 10, n. 1, del regolamento n. 1408/71 si completino a vicenda, in modo che il loro combinato disposto estende i requisiti di nazionalità e di residenza ai cittadini della e ai residenti nella intera Comunità, ovvero siano disposizioni del tutto indipendenti l'una dall'altra. 2. Quale significato si debba attribuire alla parola “acquisiti”, di cui all'art. 10, n. 1, dei regolamenti nn. 3 e 1408/71, tenuto conto delle disparità di fatto e di diritto esistenti fra le leggi nazionali dei vari Stati membri.» 4. La motivazione dell'ordinanza del Centrale Raad e gli atti allegati hanno originato le seguenti considerazioni: a) Il Raad van Beroep di Amsterdam, nella sentenza 4 aprile 1972, riconosce che, in base alla legge nazionale olandese, il fatto che la Smieja abbia risieduto nella Repubblica federale tedesca dal 1o gennaio 1963 al 1o febbraio 1970 andrebbe equiparato, per quanto riguarda l'applicazione dell'art. 43 della A. O. W., alla residenza nei Paesi Bassi. Tuttavia — osserva ancora il Raad — per poter fruire dei vantaggi accordati dalle disposizioni transitorie, la ricorrente dovrebbe inoltre presentare i requisiti di cui all'art. 44 della A. O. W. riguardanti i cittadini olandesi, ma la situazione nella fattispecie è diversa. Sempre secondo lo stesso tribunale, sarebbe errato ricorrere ad una fictio juris per applicare l'art. 10 del regolamento n. 3, cioè considerare l'attrice cittadina olandese a norma dell'art. 8. In realtà l'art. 10 riguarderebbe solo ogni riduzione, modifica, ecc., di pensioni già acquisite esclusivamente in forza della legislazione di uno o più Stati membri. La Smieja, perciò, non potrebbe fruire dei vantaggi previsti dalle disposizioni transitorie della legge olandese, dal momento che il diritto a tali benefici non è conferito dalla convenzione tedescoolandese del 1961. b) La Sociale Verzekeringsbank, dal canto suo, osserva che la Smieja è stata assicurata dall'età di 59 anni ai 65, e che, in base al principio di equiparazione della nazionalità, l'aver risieduto in Germania durante quel periodo equivale all'aver risieduto nei Paesi Bassi. I vantaggi transitori della A. O. W. le spetterebbero se fosse olandese e residente nei Paesi Bassi, però le sole norme interne non consentono una simile equiparazione. Tuttavia — e questo dipende dalle soluzioni che la Corte darà alle questioni postele nell'ordinanza di rinvio — la Smieja potrebbe ugualmente fruire di quei vantaggi grazie al regolamento n. 3. Per quanto riguarda l'art. 10 di tale regolamento, la Bank sostiene che esso va inteso in rapporto alle finalità dell'art. 51 del trattato CEE, che costituisce appunto il fondamento giuridico del regolamento n. 3 e che contempla le misure da adottare, in materia di previdenza sociale, per garantire la libera circolazione dei lavoratori. L'art. 51 parla, alla lettera b), di persone «residenti» e non «che stabiliscono la propria residenza», analogamente all'art. 10, n. 1, del regolamento in causa, che usa l'espressione «risieda» invece di «abbia stabilito la propria residenza». La Bank giudica irrilevante il fatto che, ai fini dell'interpretazione dell'art. 10, la legge nazionale consideri la residenza come condizione indispensabile per poter fruire delle prestazioni previdenziali. Si può quindi pensare che i termini di cui all'art. 10 («pensioni, rendite o assegni acquisiti») abbiano la funzione di equiparare la residenza in uno degli Stati membri alla residenza nello Stato membro interessato, qualunque sia il modo con cui si è acquisito il diritto a tali prestazioni. Inoltre la «legislazione» di cui all'art. 10, n. 1, andrebbe intesa come la legge nazionale integrata o modificata dal difitto comunitario. La Bank cita, a questo proposito, gli artt. 11, n. 2, 28, n. 1, e 31, nn. 1 e 7 lettera a), del regolamento n. 3, nonché la sentenza della Corte 10 dicembre 1969 nella causa 34-69 (Caisse d'Assurance Vieillesse — Duffy, Racc. 1969, pag. 597). Le stesse considerazioni — sempre a giudizio della Bank — valgono per l'interpretazione dell'art. 8. Una diversa tesi — come quella sostenuta dal Raad — comporterebbe delle discriminazioni incompatibili con gli obiettivi del trattato e, in primo luogo, con il principio della nondiscriminazione, ivi sancito all'art. 48, n. 2. Per questo motivo la Bank dissente dall'interpretazione data dal Raad degli artt. 8 e 10 del regolamento n. 3, in quanto si risolverebbe in discriminazioni. 5. L'ordinanza del Centrale Raad van Beroep è stata registrata presso la cancelleria della Corte il 19 marzo 1973. A norma dell'art. 20 del protocollo sullo statuto della Corte di giustizia della CEE, il ministro degli affari esteri olandese, per conto del suo governo, e il consigliere giuridico R. C. Fischer, assistito dalla sign.na M.-J. Jonczy del servizio giuridico, per conto della Commissione delle Comunità europee, hanno presentato osservazioni scritte. La signora Smieja, con alcune lettere, ha fornito alla Corte dei ragguagli in merito al periodo in cui risiedette nei Paesi Bassi. La Corte, su relazione del giudice relatore, sentito l'avvocato generale, ha deciso di non procedere ad istruttoria. La Commissione ha presentato le proprie osservazioni orali all'udienza del 27 settembre 1973. L'avvocato generale ha presentato le sue conclusioni all'udienza del 24 ottobre 1973.

SENTENZA › In fatto › II — Osservazioni scritte presentate alla Corte

paragrafo 1
Le osservazioni presentate alla Corte possono riassumersi come segue:
paragrafo 2
Il Governo olandese ritiene che la «legislazione di ciascuno Stato membro», cui si riferiscono le disposizioni citate nelle questioni deferite alla Corte, sia la legge nazionale così come è definita all'art. 1 b) del regolamento n. 3 ed all'art. 1 j) del regolamento n. 1408/71.
paragrafo 3
Nell'applicare i singoli articoli non devono trascurarsi le altre norme dello stesso regolamento, se il tenore di detti articoli lo esige. Così, ad esempio, applicando l'art. 10 dell'uno o dell'altro regolamento (che regolano l'esportazione di prestazioni previdenziali alle quali si ha diritto in forza della legge di uno Stato membro), non si deve contravvenire al divieto di operare discriminazioni per motitivi di nazionalità, sancito dagli artt. 8 e 3. Ora, non può affermarsi che le disposizioni in causa si integrano a vicenda in maniera tale dar far coincidere i requisiti di nazionalità e di residenza ivi richiesti con la cittadinanza ed il territorio della Comunità. Se così fosse, chiunque risiede nella Comunità potrebbe fruire, ad esempio, delle prestazioni contemplate da una legge di cui è questione nella sentenza della Corte 22 giugno 1972 nella causa 1-72 (Rita Frilli contro lo Stato belga, Racc. 1972, pag. 457).
paragrafo 4
Il termine «acquisiti», di cui all'art. 10, n. 1, dei regolamenti n. 3 e n. 1408/71, si riferisce' quindi alle prestazioni ed alle pensioni ivi considerate, non già ai vantaggi transitori accordati dall'art. 43 della Á. O. W. I due articoli 10 non ostano quindi all'applicazione della condizione della residenza, cui l'art. 44 della A. O. W. subordina la concessione dei vantaggi transitori.
paragrafo 5
La Commissione delle Comunità europee assume che, se non vi sono disposizioni espresse di una convenzione bilaterale o di un regolamento comunitario che prevedano l'equiparazione della residenza in uno Stato membro diverso dai Paesi Bassi, tra i 59 e 65 anni di età, ad un uguale periodo di residenza nei Paesi Bassi, i lavoratori che, pur avendo risieduto in questo Stato prima del 1o gennaio 1957 non vi hanno risieduto dal 59o al 65o anno di età, non possono fruire delle disposizioni transitorie della A. O. W. Non solo non esistono disposizioni in questo senso nel regolamento n. 3, ma per di più, nella sua prima versione, si esclude che possano venir fornite fuori dallo Stato le prestazioni dovute in base alle suddette disposizioni transitorie (le prestazioni sono state incluse nell'allegato E). Questo spiega perché Paesi Bassi e Germania — sulla base dell'art. 7 del regolamento n. 3 — hanno stipulato la convenzione 9 marzo 1961 che consente ai cittadini tedeschi ed olandesi, residenti nella Repubblica federale tedesca, di fruire delle prestazioni previste dalla A. O. W., che non risultano dai periodi contributivi, cioè da quelli anteriori al 1o gennaio 1957. Tale convenzione, regolarmente notificata, in conformità all'art. 54, n. 1, del regolamento n. 3, è rimasta in vigore anche dopo che, con la soppressione della sezione riguardante i Paesi Bassi contenuta nell'allegato E dello stesso regolamento, sono state abolite le restrizioni al pagamento fuori Olanda, totale o parziale, delle pensioni spettanti in base alle disposizioni transitorie della A. O. W. La convenzione conserva ugualmente la sua efficacia, nonostante il regolamento del Consiglio n. 130/63 (GU n. 188 del 28.12. 1963) abbia integrato l'allegato G III del regolamento n. 3 con una parte B la quale, ai fini dell'applicazione degli artt. 27 e 28 del suddetto regolamento, equipara i periodi assicurativi maturati e i contributi versati prima del 1o gennaio 1957, in base alla vecchia legge previdenziale olandese, ai contributi e ai periodi contemplati dalla A. O. W.
paragrafo 6
La Commissione fa notare, inoltre, che non c'è alcun riferimento a questa convenzione nell'allegato II del regolamento n. 1408/71, nel quale sono elencate le disposizioni di convenzioni di previdenza sociale che quel regolamento lascia in vigore. D'altra parte, l'allegato V allo stesso regolamento contiene delle disposizioni particolari in merito all'applicazione della A. O. W. ispirate in larghissima misura alla convenzione tedesco-olandese 9 marzo 1961.
paragrafo 7
Ciò premesso, la Commissione conclude che la tesi della Bank è errata. Per quanto riguarda, in particolare, la questione sub 1 a), essa non ha mai dubitato che lo scopo degli artt. 8 del regolamento n. 3, e 3, n. 1, del regolamento n. 1408/71 fosse quello di giovare ai destinatari della legge, abolendo qualsiasi discriminazione operata dalle leggi interne degli Stati membri per motivi di nazionalità. Ora, nelle intenzioni degli autori dei regolamenti, gli articoli summenzionati non dovrebbero garantire ai rispettivi destinatari — fatte salve le disposizioni particolari — i vantaggi (rispetto alla legislazione interna) offerti dalle convenzioni bilaterali ai cittadini degli Stati contraenti.
paragrafo 8
Essi si limitano a sancire la parità di trattamento davanti alla legislazione interna di ciascuno Stato membro, senza pregiudicare i requisiti di residenza che tale legislazione esige dai cittadini per fruire delle prestazioni previdenziali da essa previste. È corretta, quindi, la tesi del Raad van Beroep, secondo la quale, per fruire dell'art. 43 della A. O. W., l'interessata dovrebbe possedere il requisito della residenza posto dall'art. 44 della stessa legge.
paragrafo 9
Quanto alla questione sub 1 b), la Commissione fa notare che gli artt. 10, n. 1, del regolamento n. 3 e 10, n. 1, del regolamento n. 1408/71, hanno la funzione di abrogare la clausola della residenza per quanto riguarda il pagamento delle pensioni spettanti in forza della legislazione di uno o più Stati membri.
paragrafo 10
Essi devono ritenersi applicabili anche nel caso di prestazioni dovute soltanto in base al principio della parità di trattamento sancito dagli artt. 8 del regolamento n. 3 e 3, n. 1, del regolamento n. 1408/71. Se si limitasse l'applicazione dell'art. 10 alla corresponsione all'estero delle prestazioni dovute in forza della legislazione interna come tale, si produrrebbe l'effetto totalmente opposto a quello auspicato dall'art. 51 del trattato: nella maggior parte dei casi, infatti, ne risulterebbero avvantaggiati i lavoratori nazionali, non già quelli migranti. In particolare, ne risulterebbero paralizzati gli effetti pratici delle disposizioni sub a) del suddetto articolo, le quali prescrivono che il diritto del lavoratore alle prestazioni previdenziali deve determinarsi cumulando tutti i periodi di contribuzione riconosciuti dalle varie legislazioni nazionali, giacché se così fosse gli interessati potrebbero fruire delle prestazioni che loro spettano in base a questa norma solo se risiedessero sul territorio di ciascuno degli Stati membri debitori.
paragrafo 11
Passando all'esame della seconda questione, la Commissione sostiene che il termine «acquisiti» va inteso nel senso che sono state soddisfatte tutte le condizioni previste dalla legislazione interna per la corresponsione della prestazione, tenuto conto, ove necessario, di quanto stabilito in merito dai regolamenti comunitari. Contrariamente a quanto afferma la Bank, il requisito della residenza, posto dall'art. 43 della A. O. W. costituisce una conditio sine qua non per la concessione delle prestazioni contemplate dall'art. 44. La condizione non è stata abrogata né dall'art. 10, n. 1, del regolamento n. 3, né dall'art. 10, n. Ì, del regolamento n. 1408/71.
paragrafo 12
La Commissione propone quindi le seguenti soluzioni:
paragrafo 13
1. a) Le frasi «[derivanti] dalla legislazione di previdenza sociale di ciascuno Stato membro», di cui all'art. 8 del regolamento n. 3 e rispettivamente «[derivanti] dalla legislazione di ciascuno Stato membro», di cui all'art. 3, n. 1, del regolamento n. 1408/71, si riferiscono alla legislazione nazionale considerata in senso formale. b) Le frasi «in virtù della legislazione di uno o più Stati membri» di cui all'art. 10, n. 1, del regolamento n. 3 e rispettivamente «in base alla legislazione di uno o più Stati membri» di cui all'art. 10, n. 1, del regolamento n. 1408/71 si riferiscono alla legislazione nazionale modificata dall'entrata in vigore dei regolamenti n. 3 e, rispettivamente, n. 1408/71. c) La soluzione di tale questione, posta «in altri termini» è stata data sub a) e b). 2. Il termine «acquisiti», di cui all'art. 10, n. 1, dei regolamenti n. 3 e n. 1408/71, va inteso nel senso che sono state soddisfatte tutte le condizioni noste dalla legislazione interna per l'attribuzione della prestazione, tenuto conto, ove necessario, di quanto stabilito in merito dai regolamenti comunitari.

SENTENZA › In diritto

punto 1
Con ordinanza 8 marzo 1973, pervenuta in cancelleria il 19 marzo 1973, il Centrale Raad van Beroep ha sottoposto a questa Corte varie questioni vertenti sull'interpretazione dei regolamenti del Consiglio 3 dicembre 1958 n. 3, riguardante la previdenza sociale a favore dei lavoratori migranti, e 14 giugno 1971 n. 1408, sull'applicazione dei regimi di previdenza sociale ai lavoratori dipendenti.
punto 2
In primo luogo, si chiede se il termine «legislazione» degli Stati membri, di cui agli artt. 8 e 10, n. 1, del regolamento n. 3, nonché agli artt. 3, n. 1, e 10, n. 1, del regolamento n. 1408/71, vada inteso nel senso di legislazione nazionale integrata dal diritto comunitario, oppure come legislazione nazionale in senso formale, indipendentemente dalle modifiche introdotte dai suddetti regolamenti.
punto 3
In secondo luogo, si chiede quale sia il significato del termine «acquisiti», di cui all'art. 10, n. 1, dei regolamenti n. 3 e n. 1408/71.
punto 4
Dall'ordinanza di rinvio risulta che l'attrice nella causa di merito, cittadina tedesca, risiede attualmente in Germania dopo aver lavorato nei Paesi Bassi. Compiuti nel 1970 i 65 anni, essa chiedeva di poter beneficiare, ai fini del calcolo della pensione di vecchiaia in base alla legislazione olandese, dei vantaggi concessi dalla legge olandese sull'assicurazione generale a favore delle persone anziane (A. O. W.).
punto 5
Questa legge si applica a tutti coloro che, non avendo ancora compiuto i 65 anni al 1o gennaio 1957, hanno risieduto nei Paesi Bassi durante i 6 anni successivi al compimento del cinquantanovesimo anno di età. Tuttavia l'art. 44 della A. O. W. dispone che possono fruire dei benefici di cui all'art. 43 solo coloro che «sono cittadini olandesi e risiedono nel Regno».
punto 6
Risulta dal fascicolo che l'attrice, in virtù delle disposizioni transitorie relative all'applicazione dell'art. 43, è assimilata a coloro che hanno risieduto nei Paesi Bassi durante, i 6 anni successivi al compimento del cinquantanovesimo anno di età, anche se in realtà, durante quel periodo, essa ha risieduto in Germania.
punto 7
In sostanza, quindi, si tratta soltanto di stabilire se la Smieja soddisfi o meno al requisito della residenza, posto dall'art. 44 della A. O. W.
punto 8
Il periodo lavorativo trascorso nei Paesi Bassi consente all'interessata di avvalersi delle leggi comunitarie a favore dei lavoratori migranti.
punto 9
Occorre perciò esaminare la portata delle norme sopra citate in relazione alla fattispecie.
punto 10
L'art. 8 del regolamento n. 3 (riprodotto in pratica dall'art. 3, n. 1, del regolamento n. 1408/71) stabilisce che le persone residenti nel territorio di uno degli Stati membri, ed alle quali si applica lo stesso regolamento, sono soggette agli obblighi ed ammesse ai vantaggi della legislazione previdenziale di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale Stato.
punto 11
Questa norma mira ad assicurare ai suoi destinatari l'uguaglianza in materia di previdenza sociale senza distinzione di nazionalità, abolendo qualsiasi discriminazione operata, a tale riguardo, dalle leggi nazionali degli Stati membri.
punto 12
Tale obiettivo non richiede necessariamente l'abolizione delle distinzioni fondate sul luogo di residenza dei lavoratori, cosicché gli articoli sopra menzionati non possono considerarsi come aventi ad oggetto tali distinzioni.
punto 13
Ciò non esclude, tuttavia, che le distinzioni fondate sulla residenza costituiscano l'oggetto di altre disposizioni, come gli artt. 10, n. 1, dei regolamenti di cui trattasi.
punto 14
L'art. 10, n. 1, garantisce ai lavoratori migranti il pieno godimento di determinate prestazioni in denaro acquisite in virtù della legislazione di uno o più Stati membri, anche se gli interessati risiedono in uno Stato membro diverso da quello in cui si trova l'ente debitore.
punto 15
Scopo di tale disposizione è quello di garantire all'interessato il diritto di fruire di dette prestazioni anche se egli trasferisce la propria residenza in un altro Stato membro, ad esempio nel suo paese d'origine.
punto 16
Tale diritto è conferito, sovente, non in forza della sola legislazione nazionale, bensì in forza del combinato disposto delle norme interne e del divieto di operare qualsiasi discriminazione basata sulla nazionalità, divieto sancito negli artt. 8 del regolamento n. 3 e 3, n. 1, del regolamento n. 1408/71.
punto 17
Nell'ipotesi in cui il diritto a prestazioni derivi dalla legislazione di più Stati membri — eventualità espressamente prevista dall'art. 10 — la prestazione va determinata in base alle disposizioni del regolamento.
punto 18
Si deve quindi concludere che l'espressione «legislazione di uno o più Stati membri» di cui all'art. 10, n. 1, va intesa come legge nazionale integrata dalle disposizioni comunitarie in materia.
punto 19
Con la seconda questione si chiede quale sia il significato del termine «acquisiti», di cui all'art. 10, n. 1, del regolamento n. 3 e n. 1408/71.
punto 20
Tale norma, come si è già osservato, mira a favorire la libera circolazione dei lavoratori, tutelandoli contro gli inconvenienti che potrebbero conseguire dal trasferimento della residenza da uno Stato membro all'altro.
punto 21
Detta finalità implica che la tutela venga estesa anche a quei vantaggi che, pur se scaturenti da regimi previdenziali particolari, come quello di cui all'art. 43 della A. O. W., si risolvono in una maggiorazione della pensione normalmente spettante all'interessato.
punto 22
Ne consegue che, se una legge nazionale — come l'art. 44 della A. O. W. — considera la residenza quale requisito indispensabile per fruire di benefici come quello previsto all'art. 10, il fatto che l'avente diritto risieda in un diverso Stato membro non può giustificare la modifica, la soppressione o la sospensione di questi benefici. ,

SENTENZA › In diritto › Sulle spese

punto 23
Le spese sostenute dal governo olandese e dalla Commissione delle Comunità europee, che hanno presentato osservazioni alla Corte, non possono dar luogo a rifusione.
punto 24
Nei confronti delle parti nella causa di merito, il presente procedimento ha il carattere di incidente sollevato nel corso della causa pendente dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi di pronunziarsi sulle spese.

Dispositivo

Per questi motivi, letti gli atti di causa, sentita la relazione del giudice relatore, sentite le osservazioni orali della Commissione delle Comunità europee, sentite le conclusioni dell'avvocato generale, visto il trattato istitutivo della Comunità economica europea, in ispecie gli artt. 51 e 177, visto il regolamento n. 3 del Consiglio relativo alla previdenza sociale a favore dei lavoratori migranti, in ispecie gli artt. 8 e 10, visto il regolamento n. 1408/71 del Consiglio relativo all'applicazione dei regimi di previdenza sociale ai lavoratori subordinati e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità, in ispecie gli artt. 3 e 10, visto il protocollo sullo statuto della Corte di giustizia delle Comunità europee, in ispecie l'art. 20, visto il regolamento di procedura della Corte di giustizia delle Comunità europee, LA CORTE, pronunziandosi sulle questioni sottopostele dal Centrale Raad van Beroep con ordinanza 8 marzo 1973, afferma per diritto: 1o La frase «in virtù della legislazione di uno o più Stati membri» di cui all'art. 10, n. 1, del regolamento n. 3, e la frase «… in base alla legislazione di uno o più Stati membri», di cui all'art. 10, n. 1, del regolamento n. 1408/71, si riferiscono alle disposizioni legislative nazionali integrate mediante l'applicazione delle norme di diritto comunitario e, in particolare, del principio della non-discriminazione tra cittadini degli Stati membri. 2o Il termine «acquisiti» di cui all'art. 10, n. 1, dei regolamenti nn. 3 e 1408/71, va inteso nel senso che la tutela garantita da tale norma si estende ai benefici scaturenti da regimi previdenziali particolari istituiti dal diritto interno, e che si risolvono in una maggiorazione della prestazione normalmente spettante all'interessato.

Firme

Lecourt Donner Sørensen Monaco Mertens de Wilmars Pescatore Ó Dálaigh Così deciso e pronunziato a Lussemburgo, il 7 novembre 1973. Il cancelliere A. Van Houtte Il presidente R. Lecourt

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