Sez. 1, Sentenza n. 3563 del 01/10/1982 Ud. (dep. 26/04/1983) Rv. 158600 - 01
REATO - REATO CONTINUATO - IN GENERE - CRITERIO DISCRIMINANTE LA CONTINUAZIONE - VINCOLO UNITARIO - ECCEZIONI - ESCLUSIONE - FATTISPECIE.*
REATO - REATO CONTINUATO - IN GENERE - CRITERIO DISCRIMINANTE LA CONTINUAZIONE - VINCOLO UNITARIO - ECCEZIONI - ESCLUSIONE - FATTISPECIE.*
La "ratio" della nuova disciplina concernente il reato continuato è quella di confermare ulteriormente il nostro ordinamento al principio del "favor rei", mediante la deroga al cumulo materiale, in considerazione della minore pericolosità del reo, ogni qual volta lo stesso si renda responsabile di reati non distinti tra loro, ma sorretti da un vincolo unitario. E poiché la norma non prevede limitazioni di sorta - riguardo alla natura dei reati od alle pene, per gli stessi comminati - alla sua applicazione, questa deve riconoscersi ampia e comprendente tutte le ipotesi in cui i vari reati appaiono sorretti dal vincolo unitario della continuazione. (fattispecie concernente contravvenzioni, punita, la più grave, con pena detentiva e la meno grave con pene congiunte). (V Cass. Sez. Un., 30 aprile 1983, anaclerio; (V mass n 157598; (V mass n 155233; (V mass n 153496; (V mass n 137329).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 81 com. 2 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)