Sez. 2, Sentenza n. 6380 del 26/11/1988 (Rv. 460714 - 01)
IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - MOTIVI DEL RICORSO - VIZI DI MOTIVAZIONE - DIFFORMITÀ NELL'APPREZZAMENTO DEI FATTI E DELLE PROVE DEL GIUDICE RISPETTO A QUELLO PRETESO DALLA PARTE - INESISTENZA DEL VIZIO.*
IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - MOTIVI DEL RICORSO - VIZI DI MOTIVAZIONE - DIFFORMITÀ NELL'APPREZZAMENTO DEI FATTI E DELLE PROVE DEL GIUDICE RISPETTO A QUELLO PRETESO DALLA PARTE - INESISTENZA DEL VIZIO.*
I vizi di omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione che legittimano il controllo della Corte di Cassazione, ai sensi dell'art. 360 n. 5 cod. proc. civ., non possono consistere nella difformità dell'apprezzamento dei fatti e delle prove dato da giudice rispetto a quello preteso dalla parte, perché spetta soltanto al giudice del merito individuare le fonti del proprio convincimento ed all'uopo valutare le prove, controllarne l'attendibilità e la concludenza, scegliere tra le risultanze istruttorie quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione, dare prevalenza all'uno od all'altro dei mezzi di prova. (Conf 2989/88, mass n 458538, ed ivi citate).*
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 360 n. 5
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)