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Sez. 1, Sentenza n. 2550 del 15/11/1988 Cc. (dep. 15/12/1988) Rv. 179964 - 01

ISTITUTI DI PREVENZIONE E DI PENA (ORDINAMENTO PENITENZIARIO) - REGIME DI SEMILIBERTÀ - CONCESSIONE - IDONEITÀ DEL SOGGETTO A FRUIRE DEL BENEFICIO - DUPLICE INDAGINE - SOGGETTIVA ED OGGETTIVA - NECESSITÀ - FATTISPECIE: DINIEGO PER ATTIVITÀ LAVORATIVA PROSPETTATA E NON PROVATA.*
Stato
decisa il 1988-11-15
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/179964-01

ISTITUTI DI PREVENZIONE E DI PENA (ORDINAMENTO PENITENZIARIO) - REGIME DI SEMILIBERTÀ - CONCESSIONE - IDONEITÀ DEL SOGGETTO A FRUIRE DEL BENEFICIO - DUPLICE INDAGINE - SOGGETTIVA ED OGGETTIVA - NECESSITÀ - FATTISPECIE: DINIEGO PER ATTIVITÀ LAVORATIVA PROSPETTATA E NON PROVATA.*

Il criterio per stabilire l'idoneità dell'interessato a fruire del regime di semilibertà discende dal combinato disposto degli artt. 48, primo comma, 50, quarto comma, e 51, primo comma legge 26 luglio 1975, n. 354 (cosiddetto ordinamento penitenziario): tale normativa, articolata in una duplice indagine, richiede la compresenza di componenti soggettive, relative al comportamento tenuto dal condannato prima e dopo la concessione del beneficio, e di componenti oggettive, cioè di veri e propri presupposti, costituiti dalla esistenza di attività lavorative, istruttive o ad ogni modo utili al suo reinserimento sociale e proprio a questo finalizzate dalla legge. (nella specie, relativa a rigetto di ricorso avverso provvedimento di diniego, i giudici del merito avevano considerato la ricorrenza o meno del necessario presupposto, previamente da prospettare e dimostrare, costituito dall'attività lavorativa, istruttiva o comunque utile al reinserimento sociale, significando che una sola di queste attività, quella lavorativa, era stata prospettata, senza che però in nessun modo ne fosse stata data la prova). (Conf mass n 154913; (Conf mass n 174872).*

Riferimenti normativi: Legge 26/07/1975 num. 354 art. 48 CORTE COST., Legge 26/07/1975 num. 354 art. 50 CORTE COST., Legge 26/07/1975 num. 354 art. 51 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)