Sez. 5, Sentenza n. 18559 del 10/08/2010 (Rv. 615094 - 01)
TRIBUTI (IN GENERALE) - CONTENZIOSO TRIBUTARIO (DISCIPLINA POSTERIORE ALLA RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - PROCEDIMENTO - PROCEDIMENTO DI APPELLO - ATTO DI APPELLO - CONTENUTO - MOTIVI DELL'IMPUGNAZIONE | Decisione di primo grado - Accoglimento dell'eccezione di decadenza dell'accertamento - Impugnazione dell'amministrazione - Contenuto - Contestazione delle ragioni della declaratoria e generica richiesta di conferma dell'accertamento - Sufficienza - Onere del contribuente vincitore in primo grado - Contestazione nel merito dell'accertamento - Necessità - Fattispecie.
TRIBUTI (IN GENERALE) - CONTENZIOSO TRIBUTARIO (DISCIPLINA POSTERIORE ALLA RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - PROCEDIMENTO - PROCEDIMENTO DI APPELLO - ATTO DI APPELLO - CONTENUTO - MOTIVI DELL'IMPUGNAZIONE
Nel processo tributario, qualora il giudice di primo grado abbia accolto l'eccezione proposta dal contribuente di decadenza dell'azione accertatrice, è validamente proposto l'appello da parte dell'Amministrazione fondato sulla sola contestazione delle ragioni della declaratoria della decadenza e sulla generica richiesta di conferma dell'accertamento atteso che il precedente grado di giudizio si è concluso con l'accertamento, di un vizio del procedimento amministrativo e non di quello giudiziale mentre è onere del contribuente, vincitore in primo grado, eventualmente riproporre specifici motivi di gravame in ordine al merito dell'accertamento medesimo, motivi ritenuti assorbiti, in primo grado, nella pronuncia di decadenza. (In applicazione del principio, la S.C. ha confermato la sentenza di appello che, accogliendo il gravame dell'Ufficio, aveva riformato la sentenza di primo grado con cui era stata dichiarata la decadenza dall'accertamento ed, in assenza di specifiche doglianze del contribuente, aveva confermato l'accertamento medesimo).
Riferimenti normativi: Decreto Legisl. 31/12/1992 num. 546 art. 53 CORTE COST., Decreto Legisl. 31/12/1992 num. 546 art. 54, Decreto Legisl. 31/12/1992 num. 546 art. 56
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)