Sez. 1, Sentenza n. 7597 del 27/07/1990 (Rv. 468407 - 01)
ARBITRATO - LODO (SENTENZA ARBITRALE) - IMPUGNAZIONE - PER NULLITÀ - DECISIONE - COMPETENZA DOPO LA FASE RESCINDENTE - PRESUPPOSTO - MANCANZA - CONSEGUENZE - ARBITRI NON NOMINATI DAL SUCCESSORE NEL RAPPORTO SOSTANZIALE - FASE RESCISSORIA SUCCESSIVA ALLA PRONUNCIA DI NULLITÀ DEL LODO - INAMMISSIBILITÀ.*
ARBITRATO - LODO (SENTENZA ARBITRALE) - IMPUGNAZIONE - PER NULLITÀ - DECISIONE - COMPETENZA DOPO LA FASE RESCINDENTE - PRESUPPOSTO - MANCANZA - CONSEGUENZE - ARBITRI NON NOMINATI DAL SUCCESSORE NEL RAPPORTO SOSTANZIALE - FASE RESCISSORIA SUCCESSIVA ALLA PRONUNCIA DI NULLITÀ DEL LODO - INAMMISSIBILITÀ.*
Nel giudizio di impugnazione per nullità di un lodo arbitrale, la Competenza a conoscere del merito dopo l'esaurimento della fase rescindente, ex art. 830 cod. proc. civ., presuppone un lodo emesso da arbitri effettivamente investiti di potestas indicandi, con la conseguenza, ove tale presupposto difetti per essere stati gli arbitri nominati da chi non era succeduto nella titolarità del contratto oggetto del lodo e del relativo compromesso (nella specie il coniuge superstite, legatario e non erede, nel vigore del testo originario dell'art. 540 cod. civ., del titolare del rapporto dedotto nel giudizio arbitrale), che alla pronuncia di nullità del lodo non può far seguito la fase rescissoria. (V 66/83, mass n 424859).*
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 829 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 830 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)