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Sez. 1, Sentenza n. 5261 del 29/05/1999 (Rv. 526857 - 01)

FAMIGLIA - MATRIMONIO - SCIOGLIMENTO - DIVORZIO - IN GENERE | Azione per la delibazione di sentenza estera di divorzio - Azione per la pronunzia di divorzio - Rapporto tra le due azioni - "Equivalenza giurisdizionale" - Natura personalissima - Trasmissibilità agli eredi - Esclusione - Diritti di natura patrimoniale - Difesa nel processo da parte degli stessi - Legittimità - Presupposti - Fattispecie.
Stato
decisa il 1999-05-29
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/526857-01

FAMIGLIA - MATRIMONIO - SCIOGLIMENTO - DIVORZIO - IN GENERE

L'azione per la delibazione di sentenza estera di divorzio - come quella per la pronunzia di divorzio, stante il rapporto di "equivalenza giurisdizionale" tra le due azioni - ha natura personalissima, e non è trasmissibile agli eredi, i quali possono continuare a far valere nel processo soltanto quei diritti od obblighi di carattere economico inerenti al patrimonio del loro dante causa eventualmente già dedotti in connessione con la domanda di divorzio, e, quindi, siano già stati acquisiti al suo patrimonio prima della morte. Ciò in quanto il venir meno del potere di azione in conseguenza del decesso dell'unico soggetto legittimato al suo esercizio vale ad escludere il potere di impugnazione - quale facoltà ricompresa nel diritto di azione - in capo al suo successore. (Alla stregua di tale principio, la S.C. ha ritenuto inammissibile il ricorso che la figlia di un soggetto - già coniugato con una cittadina tedesca, che aveva chiesto ad una corte d'appello italiana la delibazione della sentenza del Pretore di Hannover con la quale era stato pronunciato il suo divorzio dalla donna - aveva proposto, desumendo la propria legittimazione processuale dall'essere portatrice di interessi meritevoli di tutela sul piano successorio, avverso la pronuncia della corte adita di cessazione della materia del contendere per sopravvenuto decesso dell'attore).

Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 110

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)