Sez. L, Sentenza n. 15889 del 14/08/2004 (Rv. 575725 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - INDENNITÀ - DI FINE RAPPORTO DI LAVORO - COMPUTO - CALCOLO GLOBALE DELLA RETRIBUZIONE | Compenso per lavoro straordinario - Inclusione - Condizioni - Cosiddetti picchi anomali - Esclusione - Onere probatorio relativo.
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - INDENNITÀ - DI FINE RAPPORTO DI LAVORO - COMPUTO - CALCOLO GLOBALE DELLA RETRIBUZIONE
La computabilità del compenso per lavoro straordinario ai fini della determinazione dell'indennità di anzianità presuppone la continuità di tale lavoro, continuità che non implica l'assoluta uniformità di cadenza e di misura e che deve essere provata dal lavoratore, restando esclusi, dalla detta computabilità, i compensi relativi a prestazioni a carattere saltuario o non continuativo, tuttavia una volta provata dal lavoratore la prestazione di lavoro straordinario attraverso gli statini - paga, è onere del datore di lavoro provare la non corrispondenza delle somme ivi riportate a prestazioni di lavoro straordinario continuativo.
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2108 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2697 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)