diritto.io

Sez. U, Sentenza n. 3343 del 08/11/1972 (Rv. 361169 - 01)

PREVIDENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) - INPS - PENSIONI INVALIDITA, VECCHIAIA E SUPERSTITI - DI INVALIDITA (IN PARTICOLARE) - INVALIDITA - IN GENERE - DIRITTO ALLA PENSIONE DI INVALIDITA - TUTELABILITA DINANZI ALL'AGO - AGGRAVAMENTO NEL CORSO DEL GIUDIZIO CIVILE - RILEVANZA - DIRITTO ALLA PENSIONE - SPETTANZA - PRESUPPOSTI - DECORRENZA.*
Stato
decisa il 1972-11-08
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/361169-01

PREVIDENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) - INPS - PENSIONI INVALIDITA, VECCHIAIA E SUPERSTITI - DI INVALIDITA (IN PARTICOLARE) - INVALIDITA - IN GENERE - DIRITTO ALLA PENSIONE DI INVALIDITA - TUTELABILITA DINANZI ALL'AGO - AGGRAVAMENTO NEL CORSO DEL GIUDIZIO CIVILE - RILEVANZA - DIRITTO ALLA PENSIONE - SPETTANZA - PRESUPPOSTI - DECORRENZA.*

Il conseguimento della pensione di invalidita costituisce per il lavoratore un diritto soggettivo perfetto, come tale tutelabile davanti al giudice ordinario. Una volta proposta l'Azione giudiziaria per il conseguimento della pensione di invalidita, gli aggravamenti, nel corso del processo civile, delle infermita accertate in Sede amministrativa hanno Rilevanza. Deve, quindi, tenersi conto dei nuovi fatti incidenti sul complesso invalidante e deve fissarsi la decorrenza della pensione dal primo del mese successivo a quello nel quale si realizzano le condizioni di invalidita, senza che occorra un preventivo esame dei fatti sopravvenuti, in Sede amministrativa, ma sempre che concorrano le altre condizioni di legge, comprese quelle relative alla contribuzione del quinquennio precedente, ove la soglia pensionabile sia stata superata dopo la chiusura della fase amministrativa. (Conf 1777'71, mass n 342276; 299'71, mass n 349792).*

Riferimenti normativi: Legge 04/10/1935 num. 1827 art. 99, Cod. Proc. Civ. art. 460 CORTE COST., Legge 04/04/1952 num. 218 art. 9, Legge 18/03/1968 num. 238 art. 6 CORTE COST., Legge 27/04/1968 num. 488 art. 18 CORTE COST., Legge 04/10/1935 num. 1827 art. 62

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)