Sez. 2, Sentenza n. 1454 del 02/05/1969 (Rv. 340237 - 01)
SUCCESSIONI MORTIS CAUSA - SUCCESSIONE TESTAMENTARIA - CAPACITA DI TESTARE - DEGLI INCAPACI DI INTENDERE E DI VOLERE (INCAPACITA NATURALE) - MALATTIA PSICHICA PERMANENTE - PRESUNZIONE DI INCAPACITA DEL TESTATORE - AMMISSIBILITA - PROVA CONTRARIA - INCIDENZA DEL RELATIVO ONERE.*
SUCCESSIONI MORTIS CAUSA - SUCCESSIONE TESTAMENTARIA - CAPACITA DI TESTARE - DEGLI INCAPACI DI INTENDERE E DI VOLERE (INCAPACITA NATURALE) - MALATTIA PSICHICA PERMANENTE - PRESUNZIONE DI INCAPACITA DEL TESTATORE - AMMISSIBILITA - PROVA CONTRARIA - INCIDENZA DEL RELATIVO ONERE.*
In tema di incapacita di testare ex art.591 n.3 cod.civ., quando si tratti di malattia che influisca sulla psiche permanentemente ed abitualmente, nulla vieta che il giudice di merito possa trarre la prova dell'incapacita nel 'momentò della redazione del testamento dalle condizioni mentali del testatore anteriori e posteriori dello stesso, attraverso una conseguente presunzione d'incapacita anche in tale momento, potendo l'incapacita essere dimostrata con qualsiasi mezzo di prova. Pertanto, ove ricorra una simile presunzione, tocchera a chi sostiene la validita del testamento provare un eventuale lucido intervallo nel momento della redazione di esso. (V.341-67, massima n.326210).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 591
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)