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Sez. 3, Sentenza n. 8177 del 06/10/1994 (Rv. 488019 - 01)

RISARCIMENTO DEL DANNO - MORTE DI CONGIUNTI (PARENTI DELLA VITTIMA) | Lesioni personali seguite da morte - Diritto al risarcimento del danno "iure" proprio del soggetto passivo delle lesioni - Diritto al risarcimento "iure" proprio dei congiunti - Mancato perseguimento del reato di lesioni colpose perché assorbito - Irrilevanza.
Stato
decisa il 1994-10-06
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/488019-01

RISARCIMENTO DEL DANNO - MORTE DI CONGIUNTI (PARENTI DELLA VITTIMA)

Nell'ipotesi di lesioni personali seguite, dopo apprezzabile lasso di tempo, dalla morte ad esse conseguente, debbono essere distinti i danni subiti dal soggetto passivo delle lesioni, cui compete il diritto al risarcimento del danno "iure" proprio, trasmissibile agli eredi "iure hereditatis" ed i danni subiti, per effetto del decesso, dai congiunti (o dagli altri soggetti che, essendo legati alla vittima, possono far valere un'aspettativa riparatrice), cui compete il diritto al risarcimento del danno "iure" proprio, a nulla rilevando che il reato di lesioni colpose non sia stato perseguito perché assorbito, per il principio di specialità di cui all'art. 15 cod. pen., nel più grave reato di omicidio (colposo) dato che il criterio penalistico dell'assorbimento, nel quale, per l'obbligato passaggio dal reato meno grave a quello più grave, la sanzione per il reato più grave comprende quella del reato meno grave, non può essere applicato al campo civilistico, in cui, per il principio che prevede l'integrale ristoro del danno ingiusto, debbono essere risarcite tutte le conseguenze dannose del fatto illecito.

Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2043 CORTE COST., Cod. Pen. art. 15

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)