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Sez. 3, Sentenza n. 75 del 06/01/1983 (Rv. 424869 - 01)

RISARCIMENTO DEL DANNO - MORTE DI CONGIUNTI (PARENTI DELLA VITTIMA) - DOMANDA DI RISARCIMENTO PROPOSTA IURE PROPRIO O IURE EREDITARIO - AMMISSIBILITÀ - INDIVIDUAZIONE DELLA CONCRETA SUSSISTENZA DELL'UNA O DELL'ALTRA IPOTESI O DEL CUMULO DI ENTRAMBE - COMPITO DEL GIUDICE DI MERITO.*
Stato
decisa il 1983-01-06
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/424869-01

RISARCIMENTO DEL DANNO - MORTE DI CONGIUNTI (PARENTI DELLA VITTIMA) - DOMANDA DI RISARCIMENTO PROPOSTA IURE PROPRIO O IURE EREDITARIO - AMMISSIBILITÀ - INDIVIDUAZIONE DELLA CONCRETA SUSSISTENZA DELL'UNA O DELL'ALTRA IPOTESI O DEL CUMULO DI ENTRAMBE - COMPITO DEL GIUDICE DI MERITO.*

Nell'ipotesi di persona deceduta a causa di un preteso fatto illecito altrui, i prossimi congiunti possono chiedere il risarcimento dei danni agendo o iure proprio, per ottenere la riparazione della offesa arrecata al loro patrimonio materiale o morale, restando in tal caso irrilevante la loro qualità di eredi, ovvero iure ereditario, cioè facendo valere tale qualità e nei limiti della relativa quota, onde ottenere la riparazione dei danni sofferti in vita dal defunto e così far valere il diritto al risarcimento già entrato a far parte del patrimonio di quest'ultimo, restando affidata all'apprezzamento del giudice di merito l'identificazione della concreta sussistenza dell'una o dell'altra ipotesi, o del cumulo di entrambe, con riferimento a tutto il comportamento processuale delle parti e non soltanto alla mera prospettazione letterale della pretesa. (V 5501/78, mass n 395284).*

Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2043 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2049, Cod. Civ. art. 2052 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 112, Cod. Proc. Civ. art. 360 com. 5

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)