Sez. 3, Sentenza n. 3414 del 07/03/2003 (Rv. 560974 - 01)
RISARCIMENTO DEL DANNO - MORTE DI CONGIUNTI (PARENTI DELLA VITTIMA) | Lesioni personali seguite da morte - Diritto al risarcimento del danno "iure proprio" del soggetto passivo delle lesioni - Configurabilità - Diritto al risarcimento "iure proprio" dei congiunti - Configurabilità - Mancato perseguimento in sede penale del reato di lesioni colpose per assorbimento nel più grave reato di omicidio colposo - Irrilevanza in sede civile.
RISARCIMENTO DEL DANNO - MORTE DI CONGIUNTI (PARENTI DELLA VITTIMA)
Nell'ipotesi di lesioni personali seguite, dopo apprezzabile lasso di tempo, dalla morte del soggetto (morte ad esse conseguente), vanno distinti i danni subiti dal soggetto passivo delle lesioni - cui compete il risarcimento "iure proprio" trasmissibile agli eredi "iure hereditatis" - ed i danni subiti, per effetto del decesso, dai congiunti (o da altri soggetti che, essendo legati alla vittima, possano comunque far valere un'aspettativa riparatrice) - cui compete, invece, un diritto risarcitorio "iure proprio" -, a nulla rilevando che il reato di lesioni colpose non sia stato, in concreto, perseguito in sede penale perché assorbito, ex art. 15 cod. proc. nel più grave delitto di omicidio colposo, atteso che il criterio penalistico dell'assorbimento (in forza del quale, all'esito dell'obbligato passaggio dal reato meno grave a quello più grave, la sanzione irrogata per quest'ultimo comprende anche quella astrattamente irrogabile per il meno grave delitto assorbito) non trova applicazione in sede civile, ove invece, atteso il principio che postula l'integrale ristoro del danno ingiusto, vanno risarcite tutte le conseguenze dannose dell'illecito.
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2043 CORTE COST., Cod. Pen. art. 15, Cod. Pen. art. 589 CORTE COST. PENDENTE, Cod. Pen. art. 590 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)