Sez. 2 - , Sentenza n. 17375 del 03/07/2018 (Rv. 649348 - 01)
PROCEDIMENTI CAUTELARI - SEQUESTRO - CUSTODIA DELLE COSE SEQUESTRATE - COMPENSO AL CUSTODE | Rapporto fra giudice e custode cose sequestrate - Natura dell'incarico - Fondamento - Compenso - Accordi del custode con le parti private - Rilevanza - Esclusione.
PROCEDIMENTI CAUTELARI - SEQUESTRO - CUSTODIA DELLE COSE SEQUESTRATE - COMPENSO AL CUSTODE
Il rapporto che si instaura tra l'amministrazione giudiziaria ed il custode delle cose sottoposte a sequestro ha natura pubblicistica e non privatistica poiché deriva dall'attribuzione di un ufficio mediante una nomina con atto processuale e non negoziale. Ne consegue che, essendo l'amministratore un "ausiliario" del giudice, la determinazione del suo compenso non è affidata alla contrattazione, ma è prerogativa dell'autorità giudiziaria, la quale non è vincolata ad eventuali accordi tra il medesimo amministratore e le parti private.
Riferimenti normativi: Decreto Legge 08/06/1992 num. 306 art. 12 sexies CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 321 CORTE COST., DPR 30/05/2002 num. 115 CORTE COST. PENDENTE
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)