Sez. 1, Sentenza n. 4805 del 20/02/1980 Ud. (dep. 12/04/1980) Rv. 144968 - 01
REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA VITA E L'INCOLUMITA INDIVIDUALE - OMICIDIO - IN GENERE - DOLO - DOLO DIRETTO O INDIRETTO - DOLO INDIRETTO - DOLO ALTERNATIVO O EVENTUALE - DIFFERENZE.*
REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA VITA E L'INCOLUMITA INDIVIDUALE - OMICIDIO - IN GENERE - DOLO - DOLO DIRETTO O INDIRETTO - DOLO INDIRETTO - DOLO ALTERNATIVO O EVENTUALE - DIFFERENZE.*
Ai fini della sussistenza dell'elemento psicologico del delitto di omicidio volontario e necessario e sufficiente che l'agente si sia rappresentata la morte come conseguenza diretta della sua Azione od omissione, e quindi l'abbia voluta in ogni caso (dolo diretto); ovvero che si sia rappresentato l'evento morte come indifferente rispetto a quello di lesioni (dolo indiretto sotto Forma di dolo alternativo); ovvero, ancora, che l'agente si sia rappresentato come probabile o possibile anche l'evento piu grave - cioe la morte - e, ciononostante, abbia agito egualmente anche a costo di cagionare tale piu grave evento, accettandone preventivamente il rischio e che, quindi, abbia voluto cagionare (dolo indiretto, sotto Forma di dolo eventuale). (V mass nn 141954, 141727, 140920, 103176, 101092, ed ivi citate).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 43 CORTE COST., Cod. Pen. art. 575
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)