Sez. 5, Sentenza n. 15406 del 11/06/2008 (Rv. 604061 - 01)
TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - TERRITORIALITÀ DELL'IMPOSTA - CESSIONI ALL'ESPORTAZIONE, OPERAZIONI ASSIMILATE, SERVIZI INTERNAZIONALI O CONNESSI | Cessione intracomunitaria di beni in favore di società controllata - Contestazione dell'esistenza dell'operazione - Prova - Intento di evitare la compensazione dell'imposta dovuta sulle vendite con quella assolta sugli acquisti - Valore indiziario - Individuazione del terzo cessionario - Necessità - Carattere nazionale o extracomunitario del terzo - Necessità - Fondamento.
TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - TERRITORIALITÀ DELL'IMPOSTA - CESSIONI ALL'ESPORTAZIONE, OPERAZIONI ASSIMILATE, SERVIZI INTERNAZIONALI O CONNESSI
In tema di accertamento dell'IVA, l'Ufficio, al fine di contestare l'esistenza di una cessione intracomunitaria di beni documentata da fatture emesse nei confronti di una società controllata esistente ed attiva, non può limitarsi ad ipotizzare che i beni siano stati venduti a terzi ignoti, adducendo, a sostegno dell'asserita falsità delle fatture, un supposto intento del contribuente di evitare la compensazione dell'imposta dovuta sulle vendite con quella assolta sugli acquisti, potendo tale intento costituire al più un indizio della natura fittizia dell'operazione, che dev'essere tuttavia suffragato, sul piano probatorio, almeno dall'individuazione di terzi cessionari nazionali o extracomunitari, in quanto la vendita a terzi intracomunitari, configurandosi come cessione non imponibile, non condurrebbe ad alcuna compensazione con l'IVA assolta sugli acquisti.
Riferimenti normativi: DPR 26/10/1972 num. 633 art. 53, DPR 26/10/1972 num. 633 art. 73, Decreto Legge 30/08/1993 num. 331 art. 41, Legge 29/10/1993 num. 427 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)