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Sez. 3, Sentenza n. 16596 del 05/08/2005 (Rv. 584751 - 01)

PROCEDIMENTO CIVILE - DOMANDA GIUDIZIALE - INTERPRETAZIONE E QUALIFICAZIONE GIURIDICA | Interpretazione della domanda - Attività del giudice di merito - Censurabilità in cassazione - Limiti - Violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato - Censurabilità per errore "in procedendo" - Conseguenze - Fattispecie.
Stato
decisa il 2005-08-05
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/584751-01

PROCEDIMENTO CIVILE - DOMANDA GIUDIZIALE - INTERPRETAZIONE E QUALIFICAZIONE GIURIDICA

In sede di legittimità occorre tenere distinta l'ipotesi in cui si lamenti l'omesso esame di una domanda, o la pronuncia su domanda non proposta, dal caso in cui si censuri l'interpretazione data dal giudice di merito alla domanda stessa: solo nel primo caso si verte propriamente in tema di violazione dell'art. 112 cod. proc. civ. per mancanza della necessaria corrispondenza tra chiesto e pronunciato, prospettandosi che il giudice di merito sia incorso in un "error in procedendo", in relazione al quale la Corte di cassazione ha il potere- dovere di procedere all'esame diretto degli atti giudiziari onde acquisire gli elementi di giudizio necessari ai fini della pronuncia richiestale. Nel caso in cui venga invece in contestazione l'interpretazione del contenuto o dell'ampiezza della domanda, tali attività integrano un tipico accertamento in fatto, insindacabile in cassazione salvo che sotto il profilo della correttezza della motivazione della decisione impugnata sul punto.(Nel caso di specie, relativo alla individuazione degli anni ai quali si riferiva lo svolgimento delle prestazioni professionali per le quali veniva riconosciuto il compenso a un professionista, la S.C. ha escluso che il giudice di merito fosse incorso in una violazione dell'art. 112 cod. proc. civ., in quanto aveva proceduto ad un'interpretazione della domanda, come evidenziato dagli elementi di giudizio specificamente enunziati nella sentenza impugnata).

Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 112, Cod. Proc. Civ. art. 360 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)