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Sez. 3 - , Sentenza n. 2570 del 28/09/2018 Ud. (dep. 21/01/2019) Rv. 275830 - 01

FINANZE E TRIBUTI - IN GENERE | Reati tributari - Responsabilità dell'amministratore che funge da prestanome - Configurabilità - Dolo specifico - Elementi sintomatici - Rapporti con l'amministratore di fatto - Fattispecie.
Stato
decisa il 2018-09-28
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/275830-01

FINANZE E TRIBUTI - IN GENERE

La prova del dolo specifico dei reati tributari di cui agli artt. 5, 8 e 10 del d.lgs n. 74 del 2000 in capo all'amministratore di diritto di una società, che funge da mero prestanome, può essere desunta dal complesso dei rapporti tra questi e l'amministratore di fatto, nell'ambito dei quali assumono decisiva valenza la macroscopica illegalità dell'attività svolta e la consapevolezza di tale illegalità. (Nella fattispecie, la Corte ha ritenuto indici del dolo specifico dell'amministratore di diritto la consapevolezza che l'amministratore di fatto fosse indagato e imputato per reati fiscali e la circostanza di aver rilasciato deleghe allo stesso per la movimentazione di conti la cui illiceità era evidente, ricevendone una retribuzione aggiuntiva in ragione dei rischi assunti).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 43 CORTE COST., Decreto Legisl. 03/10/2000 num. 74 art. 5 CORTE COST., Decreto Legisl. 03/10/2000 num. 74 art. 8, Decreto Legisl. 03/10/2000 num. 74 art. 10 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)