Sez. 3, Sentenza n. 364 del 27/02/1962 (Rv. 250556 - 01)
IMPUGNAZIONI CIVILI - LEGITTIMAZIONE - ATTIVA - SOGGETTO CONVENUTO COME RAPPRESENTANTE DI ALTRI E COME TALE CONDANNATO - INSUSSISTENZA DELLA LEGITTIMAZIONE ATTIVA ALL'IMPUGNAZIONE IN PROPRIO - VALIDITA DEL PRINCIPIO ANCHE IN CASO DI PRETESA ERRONEA ATTRIBUZIONE DELLA QUALITA DI RAPPRESENTANTE PROCESSUALE.*
IMPUGNAZIONI CIVILI - LEGITTIMAZIONE - ATTIVA - SOGGETTO CONVENUTO COME RAPPRESENTANTE DI ALTRI E COME TALE CONDANNATO - INSUSSISTENZA DELLA LEGITTIMAZIONE ATTIVA ALL'IMPUGNAZIONE IN PROPRIO - VALIDITA DEL PRINCIPIO ANCHE IN CASO DI PRETESA ERRONEA ATTRIBUZIONE DELLA QUALITA DI RAPPRESENTANTE PROCESSUALE.*
E legittimato attivamente a proporre un determinato mezzo di impugnazione, ed ha diritto di proporlo, colui il quale, nel giudizio in cui e stata pronunciata la sentenza da impugnare, sia stato parte in causa e sia rimasto soccombente, si da avere sostanziale interesse ad impugnare la decisione che in realta lo leda. Pertanto, non puo proporre impugnazione in nome proprio chi sia stato convenuto in giudizio quale rappresentante di altri ed in tale qualita sia stato condannato, restando del tutto estraneo al rapporto sostanziale dedotto in giudizio e non avendo veste ne interesse, in quanto non soccombente, per proporre gravame in proprio. Tale principio resta valido anche nel caso di pretesa erronea attribuzione della qualita di rappresentante processuale, pur sotto il profilo del mancato conferimento della procura di cui all'art 77 prima parte cod proc civ' in tale ipotesi, infatti, sono legittimati attivamente alla impugnazione la parte in senso sostanziale, nei confronti della quale la sentenza e stata pronunciata e si e determinata la soccombenza, il preteso rappresentante processuale come tale, per sollevare ex novo o riproporre, in nome e nell'interesse della parte che si e ritenuta rappresentata, l'eccezione di irregolarita del contraddittorio, sostenendo il proprio difetto di rappresentanza processuale ed infine detto mandatario della parte in senso sostanziale al quale sia stato conferito il potere di impugnare e stare in giudizio, ma non certo l'asserito rappresentante processuale in proprio, del quale persiste il difetto della qualita di parte soccombente e, quindi, dello interesse ad impugnare una decisione che personalmente non lo riguarda. (nel caso, il preteso rappresentante processuale, si era costituito, in primo grado, nella veste in cui era stato convenuto, senza eccezioni di sorta e senza manifestare chiaramente la sua volonta di voler contraddire in proprio alle pretese dell'altra parte). (V 2363/61, 1331/60, 101/57, 3915/53, 2864/54).*
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 77, Cod. Proc. Civ. art. 100 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 323
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)