Sez. 2, Sentenza n. 11591 del 18/11/1988 Ud. (dep. 07/09/1989) Rv. 181997 - 01
REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - TUTELA ARBITRARIA DELLE PROPRIE RAGIONI - ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI (RAGIONE FATTASI) - IN GENERE - RAPINA - ELEMENTI DIFFERENZIALI.*
REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - TUTELA ARBITRARIA DELLE PROPRIE RAGIONI - ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI (RAGIONE FATTASI) - IN GENERE - RAPINA - ELEMENTI DIFFERENZIALI.*
Tra il delitto di Esercizio arbitrario delle proprie ragioni e il delitto di rapina, il dato differenziatore va individuato nell'elemento soggettivo; questo, per il primo reato, consiste nella ragionevole opinione dell'agente di esercitare un diritto, con la coscienza che l'oggetto della pretesa gli spetti giuridicamente; per la rapina, invece, si sostanzia nel fine di procurare a sè o ad altri un ingiusto profitto, con la consapevolezza che quanto si pretende non è dovuto e non è giuridicamente azionabile. (Conf mass n 181018; (Conf mass n 176461).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 392, Cod. Pen. art. 393, Cod. Pen. art. 628 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)