Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 26201 del 19/12/2016 (Rv. 642774 - 01)
FALLIMENTO ED ALTRE PROCEDURE CONCORSUALI - FALLIMENTO - EFFETTI - PER IL FALLITO - BENI DEL FALLITO - BENI NON COMPRESI | Attività lavorativa svolta dal fallito - Diritto a trattenere i compensi - Limiti - Istanza del fallito - Necessità - Esclusione - Fattispecie.
FALLIMENTO ED ALTRE PROCEDURE CONCORSUALI - FALLIMENTO - EFFETTI - PER IL FALLITO - BENI DEL FALLITO - BENI NON COMPRESI
In tema di effetti del fallimento, l’art. 46 l.fall. delimita il perimetro dei beni del fallito non compresi nel fallimento in relazione alla necessità del mantenimento del fallito stesso e della sua famiglia, non potendo, pertanto, essere acquisita alla massa l’integralità delle somme che il primo percepisce a seguito dello svolgimento della sua attività lavorativa, essendone la concreta determinazione affidata alla discrezionalità del giudice delegato in forza della semplice richiesta del curatore fallimentare, non essendo necessaria apposita istanza del fallito medesimo. (Nella specie, la S.C. ha cassato il decreto impugnato che aveva disposto l’acquisizione alla massa dell’intero corrispettivo spettante al fallito per l’attività lavorativa svolta presso terzi sul presupposto della mancata proposizione di un’apposita istanza da parte del fallito e, comunque, della mancata dimostrazione dei redditi degli altri familiari conviventi).
Riferimenti normativi: Legge Falliment. art. 46 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)