Sez. L, Sentenza n. 1445 del 10/02/1988 (Rv. 457542 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - ORARIO DI LAVORO - LAVORO STRAORDINARIO - RETRIBUZIONE - DETERMINAZIONE - IN GENERE - LAVORO STRAORDINARIO FISSO E CONTINUATIVO - TRASFORMAZIONE IN LAVORO ORDINARIO - ESCLUSIONE - COMPENSO RELATIVO - COMPUTABILITÀ AI FINI DELLE COMPETENZE INDIRETTE - INAMMISSIBILITÀ.*
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - ORARIO DI LAVORO - LAVORO STRAORDINARIO - RETRIBUZIONE - DETERMINAZIONE - IN GENERE - LAVORO STRAORDINARIO FISSO E CONTINUATIVO - TRASFORMAZIONE IN LAVORO ORDINARIO - ESCLUSIONE - COMPENSO RELATIVO - COMPUTABILITÀ AI FINI DELLE COMPETENZE INDIRETTE - INAMMISSIBILITÀ.*
La circostanza che il lavoro straordinario sia prestato in modo fisso e continuativo non trasforma di per sè la prestazione lavorativa, resa oltre l'orario normale contrattualmente stabilito, in prestazione ordinaria, ed il relativo compenso in retribuzione normale o ordinaria computabile ai fini delle competenze indirette a questa correlate, salvo che tale computabilità sia prevista dalla disciplina del rapporto o che risulti l'avvenuta modificazione del normale orario di lavoro nel senso della inclusione in esso della prestazione lavorativa superiore al limite già concordato ma inferiore a quello massimo legale. Pertanto, in Mancanza di ciò, il detto compenso per straordinario fisso non può essere incluso nella retribuzione normale da prendere a base, ai sensi della regolamentazione collettiva, ai fini della Determinazione di competenze indirette contrattuali, difettando nell'ordinamento un principio generale di onnicomprensività della retribuzione. (nella specie, l'impugnata sentenza - confermata dalla suprema Corte - aveva escluso, ai sensi del C.C.n.L. per gli autoferrotranvieri del 1976, la computabilità del compenso per lavoro straordinario di turno ai fini della Determinazione delle mensilità aggiuntive). (V 7592/86, mass n 449617; (V 4715/86, mass n 447424; (V 481/85, mass n 438689).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1362, Cod. Civ. art. 2099 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2108 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)