Sez. U, Sentenza n. 2632 del 04/02/2009 (Rv. 606324 - 01)
ACQUE - TRIBUNALI DELLE ACQUE PUBBLICHE - TRIBUNALI REGIONALI DELLE ACQUE - CONTROVERSIE ASSOGGETTATE | Concessioni di derivazione ed utilizzazione di acque pubbliche - Controversie sull'esistenza e sull'entità dei canoni - Contestazione del diritto soggettivo del concessionario alla corretta applicazione delle disposizioni regolanti il canone - Competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche - Sussistenza - Fattispecie in tema di aggiornamento del canone.
ACQUE - TRIBUNALI DELLE ACQUE PUBBLICHE - TRIBUNALI REGIONALI DELLE ACQUE - CONTROVERSIE ASSOGGETTATE
Tra le controversie aventi ad oggetto qualsiasi diritto relativo alle derivazioni ed utilizzazioni di acque pubbliche, che l'art. 140, primo comma, lett. c), del r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775 attribuisce alla cognizione dei tribunali regionali delle acque pubbliche, rientrano anche quelle sull'esistenza e sull'entità dei canoni delle concessioni di utenza di risorse idriche, nelle quali sia in contestazione il diritto soggettivo del concessionario alla corretta applicazione, in base a parametri oggettivi, certi e vincolanti per l'amministrazione, delle disposizioni regolanti il canone stesso. (Nella specie, il ricorrente aveva chiesto l'annullamento del provvedimento recante l'aumento del sovracanone per impianti idroelettrici, per non essere consentito dall'intervenuto adeguamento "ex lege" del canone stesso, e la S.C. ha affermato la competenza del TRAP, non riguardando l'oggetto del contendere le modalità di aggiornamento del canone che implicano l'esercizio di discrezionalità dell'amministrazione, ma la sussistenza o meno del diritto del concessionario ad applicarlo).
Riferimenti normativi: Regio Decr. 11/12/1933 num. 1775 art. 140
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)