Sez. 1 - , Sentenza n. 47633 del 15/05/2019 Ud. (dep. 22/11/2019) Rv. 277456 - 01
REATO - CIRCOSTANZE - AGGRAVANTI COMUNI - IN GENERE | Abuso di prestazione d’opera - Requisiti - Rapporto diretto tra agente e persona offesa - Necessità - Esclusione - Fattispecie.
REATO - CIRCOSTANZE - AGGRAVANTI COMUNI - IN GENERE
In tema di circostanze del reato, ai fini della configurabilità dell'aggravante dell'abuso di relazioni di prestazione d'opera, non è necessario che il rapporto intercorra direttamente tra l'autore del fatto e la persona offesa, essendo sufficiente che l'agente si sia avvalso dell'esistenza di tale relazione che gli ha fornito l'occasione di commettere il reato in danno di altri soggetti, agevolandone l'esecuzione. (In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto immune da vizi l'affermazione di responsabilità dell'imputato in ordine al reato di cui agli artt. 61, n. 11 e 660 cod. pen., per avere il medesimo, abusando della qualità di istruttore di nuoto nella piscina frequentata dalla persona offesa, usato una telecamera nascosta onde procurarsi immagini della medesima intenta a farsi la doccia all'interno dello spogliatoio femminile).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 61 n. 11, Cod. Pen. art. 660 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)