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Sez. 5, Sentenza n. 25468 del 14/01/2015 Ud. (dep. 17/06/2015) Rv. 265135 - 01

REATI CONTRO LA FEDE PUBBLICA - DELITTI - FALSITÀ IN ATTI - FALSITÀ IDEOLOGICA | Dichiarazione del privato di non aver subìto condanne "per reati gravi in danno dello Stato o della Comunità che incidono sulla moralità professionale", ancorché destinatario di due risalenti condanne per reati fiscali e fallimentari - Integrazione del reato di cui all'art. 483 cod. pen. - Esclusione - Ragioni.
Stato
decisa il 2015-01-14
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/265135-01

REATI CONTRO LA FEDE PUBBLICA - DELITTI - FALSITÀ IN ATTI - FALSITÀ IDEOLOGICA

Non integra il reato di falsità ideologica commessa dal privato (art. 483 cod. pen.), la condotta di colui che in sede di autocertificazione allegata alla domanda di ammissione per l'aggiudicazione di un appalto pubblico riempia un modulo prestampato, fornito dall'ente appaltante, dichiarando di non avere subìto condanne incidenti sulla propria affidabilità morale e professionale, ancorché destinatario di due risalenti condanne per reati fiscali e fallimentari, stante la plausibilità dell'assenza in capo all'imputato della piena consapevolezza e volontà della falsità delle sue dichiarazioni.

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 483

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)