Sez. 5, Sentenza n. 2017 del 03/12/1984 Ud. (dep. 27/02/1985) Rv. 168063 - 01
REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA VITA E LA INCOLUMITÀ INDIVIDUALE - OMICIDIO - IN GENERE - VOLONTÀ OMICIDA - ACCERTAMENTO - PROVA - ELEMENTI SINTOMATICI - INADEGUATEZZA DELLA CAUSALE O MANCATA RIPETIZIONE DELLE AZIONI LESIVE - RILEVANZA PER NEGARE L'ESISTENZA DELLA VOLONTÀ OMICIDA - ESCLUSIONE - CONDIZIONE.*
REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA VITA E LA INCOLUMITÀ INDIVIDUALE - OMICIDIO - IN GENERE - VOLONTÀ OMICIDA - ACCERTAMENTO - PROVA - ELEMENTI SINTOMATICI - INADEGUATEZZA DELLA CAUSALE O MANCATA RIPETIZIONE DELLE AZIONI LESIVE - RILEVANZA PER NEGARE L'ESISTENZA DELLA VOLONTÀ OMICIDA - ESCLUSIONE - CONDIZIONE.*
La prova della volontà omicida ovvero del dolo specifico nel tentato omicidio è normalmente e prevalentemente affidata, in Mancanza di confessione, alla ricerca delle concrete circostanze con le quali è stata effettuata l'Azione, di cui deve essere verificata la obiettiva idoneità a cagionare l'evento, in base ad elementi oggettivi di sicuro valore sintomatico, valutati sia singolarmente che nella loro armonica coordinazione, con giudizio "ex ante". Ne consegue che l'eventuale inadeguatezza della causale o la mancata ripetizione delle azioni lesive non costituiscono, di per sè, valide ragioni per negarne l'esistenza, allorquando una tale volontà sia resa palese dalle caratteristiche dell'Azione posta in essere dallo autore del delitto. (V mass n 161880; (V mass n 157291).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 43 CORTE COST., Cod. Pen. art. 56 CORTE COST., Cod. Pen. art. 575, Cod. Proc. Pen. art. 474, Cod. Proc. Pen. art. 475
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)