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Sez. 6, Sentenza n. 32721 del 21/06/2010 Ud. (dep. 07/09/2010) Rv. 248169 - 01

REATI CONTRO IL PATRIMONIO - DELITTI - ESTORSIONE - ESTORSIONE ED ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI | Agente che possa far valere dinanzi all'A.G. la propria pretesa - Violenza o minaccia - Differenza con la condotta estorsiva - Fattispecie.
Stato
decisa il 2010-06-21
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/248169-01

REATI CONTRO IL PATRIMONIO - DELITTI - ESTORSIONE - ESTORSIONE ED ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI

Ai fini della distinzione tra esercizio arbitrario delle proprie ragioni ed estorsione nel caso che il soggetto possa far valere il suo diritto dinanzi all'autorità giudiziaria, occorre avere riguardo al grado di gravità della condotta violenta o minacciosa che, se manifestata in modo gratuito o sproporzionato rispetto al fine, ovvero tale da non lasciare possibilità di scelta alla vittima, integra gli estremi del più grave delitto di estorsione. (Nella specie, in cui la minaccia era stata esercitata, con il mezzo del telefono, in modo tracotante e volgare, ma non tale da porre la vittima in condizione di assoluta coartazione, si è esclusa la configurabilità dell'estorsione e si è ravvisata la sussistenza del meno grave reato).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 393, Cod. Pen. art. 629 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)