Sez. 1, Sentenza n. 23794 del 14/11/2011 (Rv. 620426 - 01)
PROCEDIMENTO CIVILE - DOMANDA GIUDIZIALE - IMPLICITA | Interpretazione e qualificazione giuridica della domanda - Poteri del giudice di merito - Considerazione del contenuto sostanziale della domanda - Necessità - Fattispecie in tema di annullamento del contratto per vizi del consenso.
PROCEDIMENTO CIVILE - DOMANDA GIUDIZIALE - IMPLICITA
Il giudice del merito, nell'indagine diretta all'individuazione del contenuto e della portata delle domande sottoposte alla sua cognizione, non è tenuto ad uniformarsi al tenore meramente letterale degli atti nei quali esse sono contenute, ma deve, per converso, avere riguardo al contenuto sostanziale della pretesa fatta valere, come desumibile dalla natura delle vicende dedotte e rappresentate dalla parte istante, mentre incorre nel vizio di omesso esame ove limiti la sua pronuncia alla sola prospettazione letterale della pretesa, trascurando la ricerca dell'effettivo suo contenuto sostanziale. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di appello che erroneamente aveva giudicato nuova la domanda di annullamento di contratto di conto corrente, in quanto non esplicitamente formulata in citazione, sebbene la parte avesse prospettato gli elementi di fatto costitutivi del vizio del consenso rilevante ai predetti fini).
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 99, Cod. Proc. Civ. art. 112, Cod. Civ. art. 1427
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)