Sez. 2, Sentenza n. 4015 del 06/04/1995 (Rv. 491658 - 01)
PROVA CIVILE - CONFESSIONE - CAPACITÀ DEL RAPPRESENTANTE | Genitore esercente la patria potestà sui figli minori - Confessione di fatti pregiudizievoli al diritto dei minori sul bene - Inefficacia - Atto di alienazione apparentemente oneroso - Confessione della sua gratuità da parte del genitore - Divieto - Condizioni.
PROVA CIVILE - CONFESSIONE - CAPACITÀ DEL RAPPRESENTANTE
Il genitore, non avendo il potere di disporre dei beni dei figli minori senza l'autorizzazione del giudice tutelare (art. 320 cod. civ.), non ha neppure il potere di confessare (giudizialmente o extragiudizialmente), senza tale autorizzazione, fatti dalla cui prova il diritto del figlio possa risultare pregiudicato, perché l'art. 2731 cod. civ., nel prevedere che la confessione non è efficace se non proviene da persona che è capace di disporre del diritto, equipara la confessione ad un atto di disposizione, che, come è precisato nel secondo comma del medesimo articolo, il rappresentante può compiere solo nei limiti in cui dispone del potere di vincolare il rappresentato, e si riferisce, perciò, non solo ai diritti indisponibili considerati dagli artt. 2733 e 2735 cod. civ. (a norma dei quali la confessione fa piena prova contro colui che l'ha fatta purché non verta su fatti relativi a diritti non disponibili) ma, più in generale, alla capacità correlata allo stato del soggetto confitente, cioè alla capacità di disporre. Il genitore, conseguentemente, non può confessare la gratuità di un atto di alienazione apparentemente oneroso se tale diversa natura dell'atto ne comportasse la nullità per vizio di forma (nella specie, perché stipulato senza i due testimoni prescritti dall'art. 48 legge 16 febbraio 1913 n. 89) con effetti pregiudizievoli per il minore, essendo sufficiente, per qualificare come confessorio il predetto fatto, l'accertamento delle sue pratiche conseguenze sfavorevoli in relazione all'oggetto della controversia ed ai termini della contestazione, anche quando queste conseguenze siano collegate a profili ed elementi strettamente giuridici dell'istituto del tutto estranei al contenuto della dichiarazione.
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 320 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2731, Cod. Civ. art. 2733, Cod. Civ. art. 2735, Legge 16/02/1913 num. 89 art. 48
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)