Sez. 1, Sentenza n. 5407 del 12/06/1996 (Rv. 498047 - 01)
URBANISTICA - MODI DI ATTUAZIONE DELLA DISCIPLINA URBANISTICA - PIANI REGOLATORI COMUNALI - ATTUAZIONE DEI PIANI REGOLATORI - IN GENERE | Varianti al piano regolatore - Potere discrezionale del Comune - Sussistenza - Limitazione di tale potere discrezionale per via contrattuale - Possibilità - Esclusione.
URBANISTICA - MODI DI ATTUAZIONE DELLA DISCIPLINA URBANISTICA - PIANI REGOLATORI COMUNALI - ATTUAZIONE DEI PIANI REGOLATORI - IN GENERE
Con riguardo alle varianti di piano regolatore il Comune dispone di un potere discrezionale da esplicarsi in ogni caso in funzione dell'interesse pubblico; pertanto non è configurabile un rapporto contrattuale di carattere privatistico che vincolando il Comune ad una determinata destinazione di zona del suo territorio gli impedisca per il futuro di regolare la zona medesima mediante un nuovo piano regolatore rispondente alle mutate esigenze urbanistiche. Ne è deducibile da parte del privato contraente, a fronte del potere discrezionale del Comune, una pretesa risarcitoria contro quest'ultimo per il mancato rilascio della licenza edilizia correlato alle variazioni anzidette.
Riferimenti normativi: Legge 17/08/1942 num. 1150 art. 28 CORTE COST., Legge 17/08/1942 num. 1150 art. 31 CORTE COST., Legge 06/08/1967 num. 765 art. 8 CORTE COST., Legge 06/08/1967 num. 765 art. 10 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)