Sez. 3, Sentenza n. 47700 del 11/04/2018 Ud. (dep. 19/10/2018) Rv. 274968 - 01
REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA LIBERTÀ INDIVIDUALE - VIOLENZA SESSUALE - IN GENERE | Tentativo - Attenuante del fatto di minore gravità - Condizioni - Fattispecie.
REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA LIBERTÀ INDIVIDUALE - VIOLENZA SESSUALE - IN GENERE
In tema di tentativo di violenza sessuale, ai fini della configurabilità della circostanza attenuante del fatto di minore gravità, non si deve tenere conto dell'azione effettivamente compiuta dall'agente, ma di quella che lo stesso aveva intenzione di porre in essere e che non è stata realizzata per cause indipendenti dalla sua volontà, non potendo tuttavia prescindersi, nell'ambito di una valutazione globale del fatto, dalla considerazione delle modalità attuative del reato, degli atti compiuti, del grado di invasività della condotta realizzata nonché del danno psichico direttamente cagionato e non di quello che ipoteticamente sarebbe derivato dal compimento degli atti sessuali. (Nella fattispecie, la Suprema Corte ha annullato con rinvio la sentenza che aveva escluso l'attenuante prevista dall'art. 609-bis, comma terzo, cod. pen. senza valutare l'invasività degli atti diretti alla masturbazione commessi dall'imputato, svoltisi in tempi ridotti, la consequenziale assenza di un contatto fisico con la vittima e la mancanza di indici di traumatizzazione di quest'ultima).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 56 CORTE COST., Cod. Pen. art. 609 bis com. 3 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)