Sez. U, Sentenza n. 5245 del 28/05/1994 (Rv. 486814 - 01)
Giurisdizione civile - Giurisdizione ordinaria e amministrativa - Impiego pubblico - Enti pubblici | Contribuzioni relative a prestazioni lavorative dei dipendenti - Diritto dell'I.N.A.I.L. a riscuotere - Azione di accertamento negativo del datore di lavoro - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza - Conseguenze.
Giurisdizione civile - Giurisdizione ordinaria e amministrativa - Impiego pubblico - Enti pubblici
La domanda del datore di lavoro svolta all'accertamento negativo del diritto dell'I.N.A.I.L. a riscuotere contribuzioni relative a prestazioni lavorative dei dipendenti e fondata sulla contestazione della pretesa contributiva dell'Ente, per avere il medesimo determinato i premi (nella specie, con delibere approvate con decreti ministeriali 10 dicembre 1971 e 14 novembre 1978) in misura più elevata di quella dal detto datore ritenuta dovuta secondo legge, è devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario - cui compete non la rimozione del provvedimento generale di determinazione delle tariffe ma la sua (eventuale) disapplicazione in ordine al concreto rapporto contributivo-, in quanto la determinazione di tariffe che, in violazione dei tassativi criteri posti dalla legge (art. 39 d.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124), presentino indebite maggiorazioni si traduce, all'atto della loro applicazione al caso concreto, nella lesione del diritto soggettivo dell'imprenditore a pagare contribuzioni conformi a legge.
Riferimenti normativi: Legge 20/03/1865 num. 2248 all. E art. 2 CORTE COST., Legge 20/03/1865 num. 2248 all. E art. 5 CORTE COST., DPR 30/06/1965 num. 1124 art. 39, DPR 30/06/1965 num. 1124 art. 40
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)