Sez. 3, Sentenza n. 4913 del 22/10/2014 Ud. (dep. 03/02/2015) Rv. 262470 - 01
REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA VITA E L'INCOLUMITÀ INDIVIDUALE - OMICIDIO - CIRCOSTANZE AGGRAVANTI - FATTO COMMESSO NEI CONFRONTI DI UFFICIALI O AGENTI DI POLIZIA GIUDIZIARIA OVVERO DI PUBBLICA SICUREZZA | Elemento psicologico - Dolo generico - Sufficienza - Conseguenze - Soddisfacimento dei desideri dell'agente - Necessità - Esclusione - Fini ulteriori - Irrilevanza - Fattispecie.
REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA VITA E L'INCOLUMITÀ INDIVIDUALE - OMICIDIO - CIRCOSTANZE AGGRAVANTI - FATTO COMMESSO NEI CONFRONTI DI UFFICIALI O AGENTI DI POLIZIA GIUDIZIARIA OVVERO DI PUBBLICA SICUREZZA
L'elemento soggettivo del reato di violenza sessuale è integrato dal dolo generico, consistente nella coscienza e volontà di compiere un atto invasivo e lesivo della libertà sessuale della persona offesa non consenziente, sicché non è necessario che detto atto sia diretto al soddisfacimento dei desideri dell'agente né rilevano possibili fini ulteriori - di concupiscenza, di gioco, di mera violenza fisica o di umiliazione morale - dal medesimo perseguiti. (Fattispecie in cui è stata ritenuta la responsabilità di un giovane militare che, in concorso con altri, dopo aver bloccato il risciò su cui viaggiavano due ragazze, saliva da dietro e toccava loro il seno, i glutei e la zona dei genitali).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 43 CORTE COST., Cod. Pen. art. 609 bis CORTE COST. PENDENTE, Cod. Pen. art. 609 octies CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)