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Sez. L, Sentenza n. 22873 del 09/09/2008 (Rv. 605161 - 01)

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CATEGORIE E QUALIFICHE DEI PRESTATORI DI LAVORO - QUALIFICHE - DIRITTO ALLA QUALIFICA | Credito per differenze retributive del lavoratore - Per un inquadramento diverso da quello pattuito con il datore di lavoro - Conseguente pretesa dell'INPS, nei confronti del datore, per differenze contributive - Onere della prova - Regime giuridico precedente l'entrata in vigore dell'art. 25 della legge n. 223 del 1991 - Richiesta di avviamento al lavoro presentata dal datore di lavoro - Rilevanza probativa - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
Stato
decisa il 2008-09-09
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/605161-01

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CATEGORIE E QUALIFICHE DEI PRESTATORI DI LAVORO - QUALIFICHE - DIRITTO ALLA QUALIFICA

In tema di contributi previdenziali, nel regime giuridico precedente l'entrata in vigore dell'art. 25 della legge n. 223 del 1991, l'onere della prova dell'esistenza del diritto del lavoratore ad un credito verso il datore, per differenze retributive per un inquadramento diverso da quello pattuito, grava sull'INPS -che vi ha interesse in relazione alla sua pretesa di differenze contributive verso il datore-, senza che la richiesta di avviamento al lavoro presentata dal datore di lavoro possa far presumere il diverso inquadramento invocato rilevando al mero fine di ottenere l'avviamento nominativo dei lavoratori da assumere in luogo di quello numerico. (Nella specie, la sentenza impugnata aveva attribuito rilevanza determinante al contenuto del rapporto desumibile dalla richiesta di avviamento, dalla quale si desumeva che il rapporto dei lavoratori, occupati quali impiegati d'ordine, era in realtà relativo ad impiego di concetto; la S.C., nell'affermare il principio su esteso, ha cassato con rinvio la sentenza impugnata).

Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2697 CORTE COST., Legge 29/04/1949 num. 246, Legge 30/04/1969 num. 153 art. 12 CORTE COST., Legge 23/07/1991 num. 223 art. 25

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)