Sez. L, Sentenza n. 2359 del 08/06/1977 (Rv. 386069 - 01)
PROVA CIVILE - CONSULENZA TECNICA - POTERI (O OBBLIGHI) DEL GIUDICE - VALUTAZIONE DELLA CONSULENZA - D'UFFICIO - CONTRASTO TRA DIVERSE CONSULENZE VERTENTI SULLO STESSO OGGETTO - ACCOGLIMENTO DELLE CONCLUSIONI DELL'ULTIMA - MOTIVAZIONE - NECESSITA - LIMITI.*
PROVA CIVILE - CONSULENZA TECNICA - POTERI (O OBBLIGHI) DEL GIUDICE - VALUTAZIONE DELLA CONSULENZA - D'UFFICIO - CONTRASTO TRA DIVERSE CONSULENZE VERTENTI SULLO STESSO OGGETTO - ACCOGLIMENTO DELLE CONCLUSIONI DELL'ULTIMA - MOTIVAZIONE - NECESSITA - LIMITI.*
Il giudice d'appello, il quale si trovi in presenza di un rilevante contrasto tra le consulenze tecniche di primo e di secondo grado, o, comunque, tra piu successive consulenze vertenti sullo stesso oggetto, qualora accolga le conclusioni dell'ultima di esse deve, bensi, esporre adeguatamente i motivi che l'hanno indotto a ritenerle esatte e persuasive, senza necessita, tuttavia, di confutare in modo espresso e particolareggiato le diverse risultanze e valutazioni delle consulenze precedenti, in quanto tale confutazione sia gia contenuta nella relazione dell'ultima consulenza e quindi sia implicita nell'accettazione di questa. (Conf 2124/73, mass n 365319).*
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 61, Cod. Proc. Civ. art. 116 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 132 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 360 com. 5
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)