Sez. 1, Sentenza n. 2610 del 20/04/1985 (Rv. 440409 - 01)
DEMANIO - INIZIO, MODIFICAZIONE E CESSAZIONE DELLA DEMANIALITÀ - IN GENERE - SDEMANIALIZZAZIONE TACITA - CONDIZIONI - SOTTRAZIONE DEL BENE ALLA DESTINAZIONE AD USO PUBBLICO - ATTI E FATTI CHE EVIDENZINO UNIVOCAMENTE LA VOLONTÀ DELL'AMMINISTRAZIONE - NECESSITÀ.*
DEMANIO - INIZIO, MODIFICAZIONE E CESSAZIONE DELLA DEMANIALITÀ - IN GENERE - SDEMANIALIZZAZIONE TACITA - CONDIZIONI - SOTTRAZIONE DEL BENE ALLA DESTINAZIONE AD USO PUBBLICO - ATTI E FATTI CHE EVIDENZINO UNIVOCAMENTE LA VOLONTÀ DELL'AMMINISTRAZIONE - NECESSITÀ.*
La sdemanializzazione tacita di un bene demaniale, nonostante la Mancanza di un formale atto di declassificazione, è ravvisabile solo in presenza di Atti e fatti che evidenzino univocamente la volontà dell'amministrazione di sottrarre il bene medesimo alla sua destinazione ad uso pubblico, rinunciando definitivamente al ripristino di tale funzione. (nella specie, il comune aveva concesso un'area demaniale in godimento esclusivo ad un condominio, con autorizzazione a sistemarla a giardino. La S.C., alla stregua del principio di cui sopra, ha ritenuto correttamente esclusa dai giudici del merito un'ipotesi di sdemanializzazione tacita, con la conseguente legittimità dell'applicazione da parte del comune della tassa di occupazione di suolo pubblico, in considerazione del fatto che la concessione era precaria ed espressamente contemplava il potere di revocarla senza indennizzo). (V 1603/81, mass n 412267; (V 4056/78, mass n 393663).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 822, Cod. Civ. art. 823, Cod. Civ. art. 824, Cod. Civ. art. 829, Regio Decr. 14/09/1931 num. 1175 art. 192
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)