Sez. 5, Sentenza n. 7626 del 04/11/2011 Ud. (dep. 27/02/2012) Rv. 252160 - 01
REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO L'ONORE - IN GENERE | Espressioni offensive indirizzate ad un avversario politico nel corso di una seduta del consiglio comunale - Critica politica - Condizioni - Fattispecie.
REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO L'ONORE - IN GENERE
In tema di reati contro l'onore, ai fini dell'operatività della scriminante dell'esercizio del diritto di cui all'art. 51 cod. pen., sub specie di diritto di critica politica, ancorché sia consentito l'uso di toni aggressivi o di espressioni pungenti, occorre verificare se le espressioni offensive - nella specie indirizzate ad un avversario politico in sede di consiglio comunale - siano pronunciate nell'ambito di una polemica politica avente attinenza con il contenuto dell'addebito denigratorio formulato a carico dell'avversario e non rivestano invece carattere di mere contumelie gratuitamente espressive di sentimenti ostili. (In applicazione del principio di cui in massima la S.C. ha censurato la decisione con cui il giudice di merito ha riconosciuto l'esistenza della scriminante di cui all'art. 51 cod. pen. nei confronti dell'imputato - in ordine al reato di cui all'art. 594 cod. pen. - che aveva indirizzato ad un consigliere comunale le seguenti espressioni: "la mia fedina penale e quella della mia famiglia sono pulite, mentre la stessa cosa non può dirsi per la famiglia dell'ex sindaco, dove componenti della sua famiglia sono finiti persino in manette").
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 51 CORTE COST., Cod. Pen. art. 594
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)