Sez. L, Sentenza n. 2705 del 24/04/1985 (Rv. 440490 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CATEGORIE E QUALIFICHE DEI PRESTATORI DI LAVORO - IN GENERE - INQUADRAMENTO DI UN LAVORATORE SUBORDINATO - CRITERI - FATTISPECIE.*
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CATEGORIE E QUALIFICHE DEI PRESTATORI DI LAVORO - IN GENERE - INQUADRAMENTO DI UN LAVORATORE SUBORDINATO - CRITERI - FATTISPECIE.*
Nel procedimento logico-giuridico diretto alla Determinazione dell'inquadramento di un lavoratore subordinato, il giudice del merito deve passare attraverso tre fasi logiche tra loro interdipendenti: egli deve dapprima procedere, in base alla interpretazione del contratto collettivo applicabile, alla individuazione delle categorie, qualifiche e gradi previsti e delle corrispondenti nomenclature, tenendo conto degli elementi tipici che valgono a porne i criteri discriminatori nell'ambito della struttura organizzativa dell'impresa; deve poi accertare il concreto contenuto dell'attività lavorativa svolta in esito a tutti gli elementi di prova; infine, deve porre in rapporto i testi della normativa contrattuale, secondo l'interpretazione datane, con il risultato dell'indagine relativa all'attività effettivamente espletata, al fine di ricondurre le mansioni di fatto nell'ambito della categoria, qualifica e grado, tipicizzati dal contratto collettivo, secondo il principio della corrispondenza tra qualifica e mansioni generalmente posto dall'art. 2103 cod. civile. (nella specie, l'impugnata sentenza - confermata dalla S.C. - aveva negato che al lavoratore competesse la qualifica dirigenziale ai sensi dell'art. 1 del C.C.n.L. 18 luglio 1975 per i dirigenti delle imprese di servizi pubblici negli enti locali). (Conf 2937/83, mass n 427850).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1362, Cod. Civ. art. 2095 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2103 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 360 CORTE COST., Contr. Coll. 18/07/1975 num. 1
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)