Sez. 2, Sentenza n. 1596 del 08/11/1966 Ud. (dep. 25/02/1967) Rv. 103557 - 01
REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - TUTELA ARBITRARIA DELLE PROPRIE RAGIONI - ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI (RAGION FATTASI) - IN GENERE - ESTORSIONE - DISTINZIONE - ELEMENTO SOGGETTIVO.*
REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - TUTELA ARBITRARIA DELLE PROPRIE RAGIONI - ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI (RAGION FATTASI) - IN GENERE - ESTORSIONE - DISTINZIONE - ELEMENTO SOGGETTIVO.*
Il delitto di Esercizio arbitrario delle proprie ragioni con minaccia alla persona e quello di estorsione si differenziano tra loro per il diverso elemento soggettivo che li caratterizzà quanto al primo, infatti, tale elemento si concreta nella intenzione, da parte dell'agente, di esercitare un diritto, nel ragionevole se pur errato convincimento della sua esistenzà nel secondo, invece, e dato dal fine che l'agente si propone di conseguire un profitto per se o per altri, sapendo di non avervi diritto. (V 100757, anno 1966).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 629 CORTE COST., Cod. Pen. art. 393
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)