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Sez. 3, Sentenza n. 14960 del 29/01/2015 Ud. (dep. 13/04/2015) Rv. 263122 - 01

REATO - CAUSE DI GIUSTIFICAZIONE - PUTATIVITÀ | Esercizio di un diritto - Reati contro la persona e contro la famiglia - Esercizio di facoltà riconosciute dall'ordinamento dello Stato di appartenenza, ma contrastanti con l'ordinamento interno - Configurabilità della scriminante anche in forma putativa - Esclusione - Ragioni.
Stato
decisa il 2015-01-29
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/263122-01

REATO - CAUSE DI GIUSTIFICAZIONE - PUTATIVITÀ

In tema di cause di giustificazione, lo straniero imputato di un delitto contro la persona o contro la famiglia (nella specie: maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, violazione degli obblighi di assistenza familiare) non può invocare, neppure in forma putativa, la scriminante dell'esercizio di un diritto correlata a facoltà asseritamente riconosciute dall'ordinamento dello Stato di provenienza, qualora tale diritto debba ritenersi oggettivamente incompatibile con le regole dell'ordinamento italiano, in cui l'agente ha scelto di vivere, attesa l'esigenza di valorizzare - in linea con l'art. 3 Cost. - la centralità della persona umana, quale principio in grado di armonizzare le culture individuali rispondenti a culture diverse, e di consentire quindi l'instaurazione di una società civile multietnica.

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 51 CORTE COST., Cod. Pen. art. 59, Cod. Pen. art. 570 CORTE COST., Cod. Pen. art. 572 CORTE COST. PENDENTE, Cod. Pen. art. 609 bis CORTE COST. PENDENTE

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)