Sez. L, Sentenza n. 1670 del 23/03/1981 (Rv. 412347 - 01)
PROCEDIMENTO CIVILE - DOMANDA GIUDIZIALE - INTERPRETAZIONE E QUALIFICAZIONE GIURIDICA - CRITERI - FATTISPECIE IN TEMA DI LAVORO SUBORDINATO.*
PROCEDIMENTO CIVILE - DOMANDA GIUDIZIALE - INTERPRETAZIONE E QUALIFICAZIONE GIURIDICA - CRITERI - FATTISPECIE IN TEMA DI LAVORO SUBORDINATO.*
L'interpretazione della domanda giudiziale rientra nell'esclusiva Competenza del giudice del merito, il quale deve attenersi a criteri ermeneutici di ricerca della sua effettiva portata sostanziale, tenendo conto non solo della manifestazione di volonta specificamente formulata ed espressa nelle conclusioni, ma anche di quella che puo essere implicitamente o indirettamente desunta dalle deduzioni e dalle richieste delle parti. Pertanto, allorche il giudice del merito, applicando tali criteri, pervenga alla completa Determinazione della domanda stessa, egli, pronunciando su di essa, fa corretto uso del suo potere-dovere di decisione, mentre incorrerebbe nel vizio di omesso esame, ove limitasse la sua pronuncia alla prospettazione letterale della pretesa, trascurando la ricerca del suo effettivo contenuto sostanziale. (nella specie, il giudice del merito aveva ritenuto che la domanda dell'equivalente dell'integrazione salariale, dai dipendenti proposta contro il datore di lavoro per illegittima sospensione dell'attivita da parte del medesimo, comprendesse quella della retribuzione non corrisposta nello stesso periodo). (Conf 454/80, mass n 403824; (Conf 5501/78, mass n 395284).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1362, Cod. Proc. Civ. art. 99, Cod. Proc. Civ. art. 112
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)