Sez. L, Sentenza n. 10 del 02/01/2002 (Rv. 551353 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CATEGORIE E QUALIFICHE DEI PRESTATORI DI LAVORO - MANSIONI - DIVERSE DA QUELLE DELL'ASSUNZIONE | Negazione o impedimento delle mansioni - Lesione del diritto fondamentale del lavoratore alla libera esplicazione della sua personalità anche nel luogo di lavoro - Sussistenza - Conseguente diritto al risarcimento del danno - Configurabilità - Liquidazione in via equitativa - Ammissibilità.
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CATEGORIE E QUALIFICHE DEI PRESTATORI DI LAVORO - MANSIONI - DIVERSE DA QUELLE DELL'ASSUNZIONE
La negazione o l'impedimento allo svolgimento delle mansioni, al pari del demansionamento professionale, ridondano in lesione del diritto fondamentale alla libera esplicazione della personalità del lavoratore anche nel luogo di lavoro, determinando un pregiudizio che incide sulla vita professionale e di relazione dell'interessato, con una indubbia dimensione patrimoniale che rende il pregiudizio medesimo suscettibile di risarcimento e di valutazione anche in via equitativa. (Nella specie, alla stregua del principio enunciato in massima, la S.C. ha confermato la decisione del tribunale che aveva accolto la domanda di risarcimento avanzata nei confronti della RAI da un soggetto che, dopo essere stato assunto dal predetto ente per lo svolgimento delle mansioni di attore di terza categoria, regolarmente svolte per i primi tre anni, nei successivi sedici anni, pur continuando a ricevere la retribuzione, non era stato impiegato in alcuna attività).
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2103 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2043 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)