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Sez. L, Sentenza n. 5289 del 28/08/1986 (Rv. 447863 - 01)

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - COSTITUZIONE DEL RAPPORTO INDIVIDUALE DI LAVORO SUBORDINATO - DURATA DEL RAPPORTO - DIRITTO ALLA CONSERVAZIONE DEL POSTO - INFORTUNI E MALATTIE - TUBERCOLOSI - ART. 9 DELLA LEGGE N. 1088 DEL 1970 - INTERPRETAZIONE - LIMITAZIONE DELLA GARANZIA DELLA CONSERVAZIONE DEL POSTO DI LAVORO ALL'IPOTESI DI RICOVERO DEL LAVORATORE IN UN ISTITUTO DI CURA SPECIALIZZATO - ESCLUSIONE - FINALITÀ DELLA NORMA.*
Stato
decisa il 1986-08-28
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/447863-01

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - COSTITUZIONE DEL RAPPORTO INDIVIDUALE DI LAVORO SUBORDINATO - DURATA DEL RAPPORTO - DIRITTO ALLA CONSERVAZIONE DEL POSTO - INFORTUNI E MALATTIE - TUBERCOLOSI - ART. 9 DELLA LEGGE N. 1088 DEL 1970 - INTERPRETAZIONE - LIMITAZIONE DELLA GARANZIA DELLA CONSERVAZIONE DEL POSTO DI LAVORO ALL'IPOTESI DI RICOVERO DEL LAVORATORE IN UN ISTITUTO DI CURA SPECIALIZZATO - ESCLUSIONE - FINALITÀ DELLA NORMA.*

L'art. 9 della legge 14 dicembre 1970 n. 1088 (confermato in tale parte dall'art. 10 della legge n. 419 del 1975), che ha previsto la sospensione del rapporto di lavoro per tutto il periodo in cui il lavoratore è affetto da tubercolosi fino a sei mesi dopo la data di dimissioni dal luogo di cura per avvenuta guarigione o stabilizzazione della malattia deve essere interpretato nel senso che la garanzia della conservazione del posto di lavoro non è limitata all'ipotesi di ricovero del lavoratore in un istituto di cura specializzato (sanatorio od ospedale), ma comprende qualsiasi modalità di cura, anche ambulatoriale o domiciliare, atteso che la finalità della citata norma è quella di vincolare il mantenimento del posto di lavoro per tutta la durata in cui il lavoratore ammalato risulti bisognoso di cure nonché per ulteriori sei mesi dopo il verificarsi di uno dei due suddetti eventi (guarigione o stabilizzazione della malattia).*

Riferimenti normativi: Legge 14/12/1970 num. 1088 art. 9, Legge 06/08/1975 num. 419 art. 10

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)