Sez. 1, Sentenza n. 9585 del 01/10/1997 (Rv. 508430 - 01)
ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICO INTERESSE (O UTILITÀ) - RETROCESSIONE | Costruzione di un edificio di culto edificato dopo la scadenza dei termini fissati nel decreto di esproprio - Accessione invertita - Inconfigurabilità - Diritto alla retrocessione - Sussistenza - Fondamento.
ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICO INTERESSE (O UTILITÀ) - RETROCESSIONE
La "accessione invertita" si verifica quando un ente pubblico, in carenza di un provvedimento espropriativo, o perché mai emanato o perché caducato per illegittimità, occupa un suolo privato e radicalmente lo trasforma in un bene pubblico assoggettato al regime proprio dei beni demaniali o patrimoniali indisponibili, su di esso realizzando un'opera pubblica, oggetto di una precedente valida dichiarazione di utilità pubblica. Non attiene dunque all'istituto della "accessione invertita", il caso in cui l'opera, consistente in un edificio di culto non equiparabile ad un'opera pubblica, sia stata costruito dopo l'emanazione di un legittimo provvedimento espropriativo il quale, secondo il meccanismo previsto dagli artt. 13 e 62 della legge n. 2359 del 1865, conserva la sua validità ed efficacia nonostante la scadenza dei termini per il completamento dell'opera, cosicché l'espropriante conserva la proprietà del bene espropriato fino a che non sia emanata la sentenza di retrocessione ed acquisisce perciò la proprietà dell'opera edificata dopo la scadenza dei termini all'uopo fissati in quanto proprietario del suolo.
Riferimenti normativi: Legge 25/06/1865 num. 2359 art. 13, Legge 25/06/1865 num. 2359 art. 62, Legge 25/06/1865 num. 2359 art. 63 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)