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Sez. U, Sentenza n. 145 del 16/01/1990 (Rv. 464816 - 01)

GIURISDIZIONE CIVILE - STATI ESTERI ED ENTI EXTRATERRITORIALI - RAPPORTI DI LAVORO TRA CITTADINO ITALIANO E STATO ESTERO - GIURISDIZIONE DEL GIUDICE ITALIANO - LIMITI.*
Stato
decisa il 1990-01-16
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/464816-01

GIURISDIZIONE CIVILE - STATI ESTERI ED ENTI EXTRATERRITORIALI - RAPPORTI DI LAVORO TRA CITTADINO ITALIANO E STATO ESTERO - GIURISDIZIONE DEL GIUDICE ITALIANO - LIMITI.*

Con riguardo al rapporto di lavoro subordinato fra il cittadino italiano ed uno stato estero, la giurisdizione del giudice italiano va riconosciuta, oltre che nel caso di prestazioni meramente manuali ed accessorie rispetto alle attività pubblicistiche dell'ente sovrano, anche nel caso di mansioni correlate con tali attività, e quindi caratterizzate da inserimento del dipendente nell'organizzazione dell'ente medesimo, purché ricorra, in quest'ultima ipotesi, il requisito dell'inerenza della controversia ad aspetti soltanto patrimoniali. Detta giurisdizione, pertanto, deve essere negata, in forza dell'immunità giurisdizionale di cui gode il datore di lavoro, ove si tratti di mansioni fiduciarie d'impiegato nell'ambito di quell'organizzazione (nella specie, prestazioni di addetto ad ufficio-stampa di ambasciata), ed il lavoratore chieda una pronuncia la quale ancorché afferente ad aspetti patrimoniali comunque incida sui poteri sovrani dello stato straniero, o comunque esiga apprezzamenti ed indagini sullo Esercizio di tali poteri (come quando reclami una qualifica superiore, ovvero una più consistente retribuzione, in relazione alla natura dei compiti espletati). (V 2329/89, mass n 462771; (V 1282/89, mass n 462144; (V 5628/88, mass n 460177).*

Riferimenti normativi: Costituzione art. 10, Cod. Proc. Civ. art. 4, Cod. Proc. Civ. art. 409 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)