Sez. 2, Sentenza n. 2242 del 11/12/2013 Cc. (dep. 20/01/2014) Rv. 261701 - 01
MISURE CAUTELARI - PERSONALI - MISURE COERCITIVE - CUSTODIA CAUTELARE - IN CARCERE | Presunzione di adeguatezza della custodia in carcere - Equiparabilità del concorso esterno alla partecipazione all'associazione mafiosa - Sussistenza - Clausola di riserva introdotta dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 57 del 2013 - Inapplicabilità - Questione di legittimità costituzionale - Manifesta infondatezza.
MISURE CAUTELARI - PERSONALI - MISURE COERCITIVE - CUSTODIA CAUTELARE - IN CARCERE
In tema di misure cautelari, il reato di concorso esterno in associazione mafiosa è assimilabile, ai fini della presunzione di adeguatezza della custodia cautelare in carcere di cui all'art. 275, comma terzo, cod. proc. pen. alla partecipazione ad associazione mafiosa, non potendo essere equiparato ai reati aggravati dall'art. 7 del D.L. n. 152 del 1991, in relazione ai quali, per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 57 del 2013, la presunzione di adeguatezza della custodia cautelare in carcere può essere superata quando, in relazione al caso concreto, siano acquisiti elementi specifici dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure.(In applicazione di tali principi la S.C. ha ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata dal ricorrente ritenendo non illogica la equiparazione del concorrente esterno al partecipe all'associazione mafiosa, la cui posizione non può essere paragonata con quella di colui che commette un singolo reato seppur aggravato dall'art. 7 del D.L. n. 152 del 1991).
Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 275 com. 3 CORTE COST., Cod. Pen. art. 110 CORTE COST., Cod. Pen. art. 416 bis CORTE COST., Decreto Legge 13/05/1991 num. 152 art. 7, Decreto Legge 23/02/2009 num. 11 art. 2 com. 1 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)